Parte IV — Distribuzione e sostenibilità · Capitolo 13

Sostenibilità del Web e green software

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In questo capitolo

  1. Cos'è la sostenibilità: definizioni e pilastri
  2. Agenda 2030, SDG e le 5P
  3. Sostenibilità digitale: due domande contrapposte
  4. Il Web in numeri
  5. Il contesto: pubblico, regolamentazione e Sustainable Web Manifesto
  6. Il W3C e le Web Sustainability Guidelines
  7. Le linee guida UX design (2.x)
  8. Le linee guida web development (3.x) e infrastruttura (4.x)
  9. Strumenti di misura e Web per la sostenibilità
  10. State of the art della sostenibilità IT: rischi e governance
  11. I numeri dell'ICT e i sei principi del green software
  12. Datacenter: PUE, WUE, RUE, CUE e carbon awareness
  13. Misurare il carbonio: GHG, SCI e i modelli di calcolo
  14. Efficienza hardware e carbonio incorporato
  15. SustainableIT.org e la sostenibilità dell'AI
  16. Verifica le tue conoscenze

1. Cos'è la sostenibilità: definizioni e pilastri

Il seminario di Giovanni Delnevo (24 ottobre 2025) parte da una domanda aperta alla classe — «cos'è la sostenibilità per voi?» — e poi dà la definizione classica del rapporto Brundtland: «La sostenibilità è la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri» (UN, WCED, 1987).

Il concetto ha subito una trasformazione significativa rispetto alle prime formulazioni: inizialmente focalizzato quasi esclusivamente sugli aspetti ambientali, si è progressivamente ampliato fino a una visione integrata che include, oltre alla dimensione ambientale, anche quella economica e sociale — i cosiddetti tre pilastri della sostenibilità. Questi tre ambiti sono interconnessi e complementari, e la sostenibilità resta un concetto dinamico, in costante evoluzione.

2. Agenda 2030, SDG e le 5P

L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è il programma d'azione «per le persone, il pianeta e la prosperità»: sottoscritto il 25 settembre 2015 dall'Assemblea generale dell'ONU, cioè dai governi dei 193 Paesi membri, contiene i 17 SDG (Sustainable Development Goals) e le 5P dello Sviluppo Sostenibile. Le 5P sintetizzano la visione: People, Planet, Prosperity, Peace, Partnership.

I Sustainable Development Goals sono universali (valgono per tutti i paesi), puntano sui mezzi di attuazione, hanno la partnership come componente chiave, non sono giuridicamente vincolanti — la loro attuazione dipende dalle politiche e dai programmi dei singoli paesi — e prevedono un monitoraggio e una revisione continui dei 17 goal e dei 169 target a livello globale. La letteratura citata collega gli SDG ai pilastri della sostenibilità e al ruolo dell'intelligenza artificiale nel raggiungimento degli obiettivi (Vinuesa et al., 2020, Nature Communications).

3. Sostenibilità digitale: due domande contrapposte

La sostenibilità digitale si basa su due domande correlate ma contrapposte:

Il seminario di Delnevo si concentra sulla seconda domanda dal punto di vista del Web design e development; il seminario di Francesco Fullone (sezione 10 e seguenti) la affronta dal punto di vista dell'ingegneria del software e dell'infrastruttura.

4. Il Web in numeri

I numeri citati dal seminario aiutano a capire la scala del problema:

Per dare un termine di paragone: i trasporti sono responsabili di circa l'8% delle emissioni totali, il traffico aereo del 2%, e fumare una sigaretta emette 14g di CO₂. Il seminario chiude con una domanda provocatoria: «l'uso di Internet diminuirà nel tempo?». Ogni cosa ha un impatto sulla quantità di emissioni: l'acqua (per il raffreddamento), l'energia (per alimentare client, server e infrastruttura di rete) e i rifiuti prodotti — le variabili sono tantissime.

5. Il contesto: pubblico, regolamentazione e Sustainable Web Manifesto

La crescente consapevolezza sta incoraggiando il cambiamento a diversi livelli. Sul fronte del pubblico: i «bad actors» e i tentativi di greenwashing vengono sempre più denunciati pubblicamente; i brand etici vincono premi e aumentano la fiducia dei consumatori (il che può aumentare le vendite); le organizzazioni giornalistiche esaminano più attentamente l'impatto delle emissioni digitali; le persone vogliono ridurre le proprie emissioni ed essere buoni cittadini — anche solo passivamente.

Sul fronte della regolamentazione esistono standard (GRI, ISO), best practice (GR491, SDGs), regolamenti sulla sostenibilità digitale (CSRD, ESRS, GCD), e molti paesi si stanno muovendo per definire leggi sulla sostenibilità in accordo con i regolamenti sovranazionali.

Il Sustainable Web Manifesto è stata una delle prime iniziative: una dichiarazione pubblica di impegno condiviso per creare un internet sostenibile. Il suo incipit: «Il pianeta sta vivendo un cambiamento climatico senza precedenti e Internet è sia parte del problema che della soluzione». I sei principi:

Clean — i servizi che forniamo e i servizi che utilizziamo saranno alimentati da energia rinnovabile.

Efficient — i prodotti e i servizi che forniamo utilizzeranno la minor quantità possibile di energia e risorse materiali.

Open — i prodotti e i servizi che forniamo saranno accessibili, consentiranno il libero scambio di informazioni e permetteranno agli utenti di controllare i propri dati.

Honest — i prodotti e i servizi che forniamo non inganneranno né sfrutteranno gli utenti nella loro progettazione o nel loro contenuto.

Regenerative — i prodotti e i servizi che forniamo sosterranno un'economia che nutre le persone e il pianeta.

Resilient — i prodotti e i servizi che forniamo funzioneranno nei tempi e nei luoghi in cui le persone ne hanno più bisogno.

6. Il W3C e le Web Sustainability Guidelines

Nonostante diverse iniziative frammentate, il W3C è emerso come ente centralizzante: leader nell'offrire raccomandazioni incentrate sull'utente (specifiche di inclusività WAI e privacy PING), con specifiche e note già influenzate dalla sostenibilità del Web — un futuro sostenibile dentro i principi di progettazione, privacy ed etica. Il Sustainable Web Design Community Group (con più di 200 partecipanti, chair Tim Frick e Alexander Dawson) raccoglie libri, tool e articoli scientifici, ed è poi stato inglobato nel Sustainable Web Interest Group del W3C.

Il risultato più importante sono le Web Sustainability Guidelines (WSG): 94 raccomandazioni per aiutare i team a creare prodotti e servizi digitali più sostenibili, create dal Sustainable Web Design Community Group del W3C. La loro struttura è ispirata alle WCAG (le linee guida per l'accessibilità):

Le linee guida sono organizzate in categorie: UX Design (2.x), Web Development (3.x), Infrastructure & Platforms (4.x) e Business & Product Strategies (5.x).

7. Le linee guida UX design (2.x)

Le linee guida della categoria UX Design chiedono di progettare l'esperienza utente in modo che consumi meno risorse. Alcuni esempi rappresentativi:

8. Le linee guida web development (3.x) e infrastruttura (4.x)

La categoria Web Development (3.x) raccomanda pratiche di codice che riducono il trasferimento di dati e il lavoro del browser:

La categoria Infrastructure & Platforms (4.x) sposta l'attenzione sul server e sulla rete: 4.1 Choose a Sustainable Hosting Provider (hosting alimentato da rinnovabili), 4.2 Optimize Browser Caching, 4.3 Compress Your Files, 4.4 Use Error Pages and Redirects Carefully, 4.6 Automate To Fit the Needs, 4.10 Consider CDNs and Edge Caching, 4.11 Use the Lowest Infrastructure Tier Meeting Business Needs, 4.12 Store Data According to Visitor Needs. La categoria Business & Product Strategies (5.x) copre dati e organizzazione: 5.20 Promote Responsible Data Practices, 5.26 Include E-Waste, Right-To-Repair, and Recycling Policies, 5.27 Define Performance and Environmental Budgets, 5.28 Use Open Source Tools, 5.29 Create a Business Continuity and Disaster Recovery Plan.

9. Strumenti di misura e Web per la sostenibilità

Esistono strumenti per valutare l'impatto dei siti, ad esempio il Website Carbon Calculator e Ecograder — entrambi mostrati nel seminario con esempi dal vivo. Il seminario si chiude rovesciando la prospettiva: «Abbiamo visto come rendere sostenibile il web. Ma come si può utilizzare il web per la sostenibilità?» — e qui si innesta direttamente nel progetto d'esame: «Potete proporre voi idee di progetto per l'esame!». La AI for SDGs Think Tank raccoglie progetti in cui l'AI è usata per raggiungere uno o più SDG (filtrabili per SDG su ai-for-sdgs.academy/observatory), e il quiz di globalgoals.org aiuta a capire su quali SDG concentrarsi — «su quelli importanti per voi!». Risorse utili citate: Greenwood, Sustainable Web Design (A Book Apart, 2021); McGovern, World Wide Waste (2020); Shedroff, Design Is the Solution (2019); Frick, Designing for Sustainability (O'Reilly, 2016); Andersen, Sustainable Web Design In 20 Lessons (2023); Falbe, Andersen & Frederiksen, Ethical Design Handbook (2020).

10. State of the art della sostenibilità IT: rischi e governance

Il seminario di Francesco Fullone (19 novembre 2025) presenta lo stato dell'arte della Sustainability IT, partendo dalla stessa definizione del 1987 («Sustainability is the capacity to endure») e da una data da ricordare: il 24 luglio 2025 — Earth Overshoot Day, il giorno in cui l'umanità ha esaurito le risorse rigenerabili dell'anno. La sostenibilità IT non è solo ambiente: gli impatti si misurano su più dimensioni — impatto sull'ambiente + e-waste, accessibilità/uso/inclusione, consumo energetico, impatto sul business (stakeholder), technical debt, cybersecurity, resilienza dell'infrastruttura.

La dimensione sociale distingue il D.E.I. (Diversity, Equity, Inclusion) dentro l'azienda dall'A.U.I. (Accessibility, Usability, Inclusion) fuori dall'azienda. La dimensione governance raccoglie i rischi: cybersecurity (GDPR, EU Cyber Resilience Act, supply chain attack, BYOD, scam/fraud), data management, tech resilience (data replication/scalability, backup, uptime), knowledge risks (chi ha la conoscenza di software e processi? retention dei dipendenti, documentazione aggiornata), obsolescence risks (vendor planned obsolescence, librerie di terze parti non supportate, technical debt) — il tutto sotto una (continuous) risk assessment.

11. I numeri dell'ICT e i sei principi del green software

I numeri della sostenibilità IT: l'ICT carbon footprint è di 39,9 miliardi di tonnellate — il 3,9% dei gas serra — ma è stimato in crescita fino al 5% entro il 2025 e al 14% entro il 2040. Il Bitcoin ha una carbon footprint di 71,52 Mt di CO₂, paragonabile a quella della Grecia; una email ha in media 17g di CO₂, ma ne inviamo ~275 miliardi al giorno; nel 2023 l'e-waste dell'UE è stato di 700 milioni di dispositivi, di cui solo il 5% riciclato; una richiesta su Google AI Search consuma 7 watt contro 0,3 watt di una ricerca tradizionale, e i datacenter di Google cresceranno di 3 volte, consumando più dell'Irlanda.

La Green Software Foundation definisce sei aree chiave (i sei principi del green software):

  1. Efficienza del carbonio — emettere la minor quantità possibile di carbonio. Il carbonio è il termine ampio per l'impatto di tutte le emissioni sul riscaldamento globale, misurato in CO₂eq; l'obiettivo dei 1,5°C è stato concordato dall'IPCC nel 2015 (Accordo di Parigi) e monitorato nelle COP;
  2. Efficienza energetica — utilizzare la minor quantità di energia possibile. L'elettricità è una proxy del carbonio: un'applicazione efficiente dal punto di vista energetico equivale a un'applicazione efficiente dal punto di vista del carbonio. Contano il PUE (le spese generali dell'hardware) e la proporzionalità energetica (l'hardware è più efficiente quanto più viene utilizzato);
  3. Consapevolezza del carbonio — fare di più quando l'elettricità è più pulita e di meno quando è più sporca;
  4. Efficienza dell'hardware — utilizzare la minor quantità possibile di carbonio incorporato (embodied carbon);
  5. Misurazione — ciò che non si può misurare, non si può migliorare;
  6. Impegni per il clima — comprendere l'esatto meccanismo di riduzione delle emissioni di carbonio.

12. Datacenter: PUE, WUE, RUE, CUE e carbon awareness

I datacenter si misurano con metriche di efficienza. Le principali:

La carbon awareness (consapevolezza del carbonio) si lega al protocollo GHG e alla variabilità dell'intensità di carbonio dell'elettricità nel tempo e nello spazio. Le strategie carbon-aware non sono «always-on» ma «always-available»: lo slittamento spaziale della domanda (eseguire il lavoro dove l'elettricità è più pulita), lo slittamento temporale (eseguirlo quando è più pulita) e il modellamento della domanda (demand shaping).

13. Misurare il carbonio: GHG, SCI e i modelli di calcolo

Il GHG Protocol è la metrica per misurare le emissioni totali di carbonio di un'organizzazione, suddivise in tre scope: Scope 1 — emissioni dirette (combustione di combustibili fossili, veicoli aziendali, produzione di energia non rinnovabile); Scope 2 — emissioni indirette dall'energia acquistata e consumata (uffici, centri di produzione, calore o vapore); Scope 3 — le altre emissioni indirette della catena del valore (supply chain, pendolarismo dei dipendenti, viaggi di lavoro, distribuzione dei prodotti, franchising, asset in leasing). Gli scope 1 e 2 di un'organizzazione si sommano allo scope 3 di un'altra.

L'SCI (Software Carbon Intensity) è la metrica progettata specificamente per calcolare le emissioni del software: rappresenta un tasso piuttosto che un totale, e l'unità di misura funzionale non è prescritta — si deve scegliere qualcosa che rifletta la propria applicazione. La misurazione richiede tre ingredienti: l'energia consumata dal software in kWh (via API dei provider, dataset pubblici, modelli di rete o performance engineering), l'energy carbon intensity (CO₂eq emessa per kWh, via API come WattTime o dataset come Our World in Data) e l'embodiment (CO₂eq del ciclo di vita dell'hardware, con approccio manuale o dataset).

L'Embodied Carbon Calculator stima il carbonio incorporato con la formula:

M = TE × TS × RS = TE × (TR/EL) × (RR/TR)

TE = Total embodied emissions (somma delle emissioni LCA di tutti i componenti hardware)
TS = Time-share = TR / EL   (TR = tempo per cui l'hardware è riservato al software;
                             EL = durata di vita attesa dell'attrezzatura)
RS = Resource-share = RR / TR (RR = risorse riservate al software;
                               TR = risorse totali disponibili)

Per misurare task diversi servono modelli e strumenti diversi (secondo la Green Web Foundation): per una web page Website Carbon Calculator, WebPageTest o Sitespeed.io; per un AI training run Code Carbon; per parte del sistema Firefox Profiler, Scaphandre o Datavizta; per l'intero sistema Green Metrics Tool o KEPLER; per la cloud bill i calcolatori nativi dei provider, Cloud Carbon Footprint o Green Pixie.

Il Sustainable Web Design Model stima le emissioni medie per visualizzazione di pagina come somma pesata delle emissioni operative e incorporate di datacenter, rete e device utente, corrette per hosting verde, nuovi visitatori, visitatori di ritorno e cache:

14. Efficienza hardware e carbonio incorporato

Il carbonio incorporato (embodied carbon) è la quantità di inquinamento da carbonio emesso durante la creazione e lo smaltimento di un dispositivo. Quando si calcola l'inquinamento totale da carbonio, occorre considerare sia quello emesso durante il funzionamento del computer, sia il carbonio incorporato associato alla sua creazione e smaltimento. Le conseguenze pratiche:

15. SustainableIT.org e la sostenibilità dell'AI

SustainableIT.org è un'associazione no-profit (501(c)(6)) guidata da dirigenti tech e sustainability: missione «unire la più grande comunità mondiale di leader tech e sustainability per definire programmi di trasformazione, best practice e framework, standard e certificazioni per la governance, formazione, e programmi ESG IT-centrici». La sua definizione: «The strategic leadership of enterprise technology to minimize negative and maximize positive impacts on the environment, society and governance (ESG)». Le leve della sostenibilità ambientale in IT si dividono in: sostenibilità in IT (datacenter e cloud, sviluppo software sostenibile, hardware circolare, vendor management, e-waste), sostenibilità by IT per l'impresa (edifici efficienti, gestione risorse energetiche, lavoro ibrido, viaggi e trasporti eco-friendly, e-services), e sostenibilità by IT per industria/settore (digitalizzazione dei processi, certificazioni, infrastrutture as-a-service, gestione del rischio climatico, piattaforme di ESG accounting).

Gli standard SustainableIT.org usano un codice come SITEF 400: SIT indica Sustainability.org, il primo E l'Environmental, F la funzione (IT) o l'Enterprise, e il numero la «famiglia» (es. emissions o risk management). Per l'AI il framework è Reflect, Reframe, Reimagine: Reflect — due diligence sui rischi, sull'impatto ambientale e sulle persone; Reframe — dati ottimizzati, affidabili, verificabili; Reimagine — human first, accessibile, sostenibile e responsabile. L'implementazione in un contesto AI-driven deve gestire il bias (governance dei dati e standard), il training (il 15% delle emissioni dei datacenter globali dipende dal training di AI), la data collection (energia, server, dati anonimizzati), l'usage (data transfer, query, caching) e gli MLOps (l'intersezione tra ML, data engineering e DevOps). La chiusura è un invito alla consapevolezza: «Be aware of the impacts of your choices» — e «pick your pillar».

Verifica le tue conoscenze

Definite la sostenibilità e i suoi tre pilastri.

«La sostenibilità è la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri» (Brundtland, 1987). Dalle prime formulazioni focalizzate sull'ambiente, si è ampliata a una visione integrata con tre pilastri interconnessi: ambientale, economico e sociale.

Che cosa sono l'Agenda 2030 e i 17 SDG?

L'Agenda 2030 è il programma d'azione per persone, pianeta e prosperità, sottoscritto il 25 settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell'ONU; contiene i 17 Sustainable Development Goals e 169 target. Gli SDG sono universali, focalizzati sui mezzi di attuazione, con la partnership come componente chiave; non sono giuridicamente vincolanti e richiedono monitoraggio e revisione continui.

Quali sono le due domande della sostenibilità digitale?

«Come rendo lo sviluppo sostenibile tramite il digitale?» (massimizzare il digitale come leva di sviluppo sostenibile sui tre pilastri) e «Come rendo il digitale sostenibile?» (minimizzare gli impatti negativi del digitale sui tre pilastri).

Quali sono i sei principi del Sustainable Web Manifesto?

Clean (energia rinnovabile), Efficient (minor energia e risorse materiali), Open (accessibilità e controllo dei propri dati), Honest (nessun inganno o sfruttamento degli utenti), Regenerative (un'economia che nutre persone e pianeta), Resilient (funzionare dove e quando serve di più).

Che cosa sono le Web Sustainability Guidelines e come sono strutturate?

Sono 94 raccomandazioni del W3C (Sustainable Web Design Community Group) per creare prodotti e servizi digitali più sostenibili, con struttura ispirata alle WCAG: ogni guideline (2.x UX Design, 3.x Web Development, 4.x Infrastructure, 5.x Business) ha success criterion, impact & effort, benefits per categoria, reporting GRI, example, resources e tags.

Fate un esempio di linea guida UX (2.x) e uno di sviluppo (3.x).

2.x: 2.15 Take a More Sustainable Approach to Image Assets — le immagini sono la maggior parte del peso di una pagina; ridimensionare, ottimizzare, comprimere, lazy loading e possibilità di disattivarle (impatto alto, sforzo basso). 3.x: 3.4 Apply Tree Shaking To Code — eliminare il codice morto dal bundle; oppure 3.2 minificare HTML, CSS e JavaScript.

Che cosa sono i dark pattern e perché sono insostenibili?

Sono pattern manipolativi e ingannevoli (anti right-click, no-copy, account obbligatorio, tracking non consensuale, SEO manipolativa) che spingono i visitatori ad azioni non nel loro interesse. Fanno sprecare tempo ed energia, minano la privacy e danneggiano soprattutto chi usa tecnologie assistive: vanno evitati (guideline 2.11).

Quali sono i sei principi del green software della Green Software Foundation?

Efficienza del carbonio, efficienza energetica, consapevolezza del carbonio, efficienza dell'hardware, misurazione («ciò che non si può misurare, non si può migliorare») e impegni per il clima.

Definite PUE, WUE, RUE, CUE e DESS.

PUE = energia totale del data center / energia usata dall'IT (1.0 ideale); WUE = energia IT / litri d'acqua consumati; RUE = (energia rinnovabile / energia totale) × 100; CUE = CO₂ emessa (kg) / energia totale (kWh); DESS = ƒ(PUE + WUE + RUE + CUE), il punteggio di sostenibilità energetica del datacenter.

Che cosa sono gli scope 1, 2 e 3 del GHG Protocol e che cos'è l'SCI?

Il GHG Protocol misura le emissioni di un'organizzazione in tre ambiti: Scope 1 emissioni dirette (combustibili fossili, veicoli aziendali); Scope 2 indirette da energia acquistata; Scope 3 le altre indirette della catena del valore (supply chain, viaggi, distribuzione). Gli scope 1 e 2 di un'organizzazione si sommano allo scope 3 di un'altra. L'SCI (Software Carbon Intensity) è la metrica per le emissioni del software: un tasso, non un totale, con unità funzionale scelta dall'applicazione.

Come si calcola il carbonio incorporato (M = TE × TS × RS)?

M = TE × TS × RS, dove TE sono le emissioni incorporate totali (somma delle LCA dei componenti hardware), TS = time-share = TR/EL (tempo riservato su durata di vita attesa) e RS = resource-share = RR/TR (risorse riservate su risorse totali).

Qual è il ruolo di SustainableIT.org e del framework Reflect-Reframe-Reimagine?

SustainableIT.org è un'associazione no-profit che definisce framework, standard e certificazioni per la governance ESG dell'IT (codici come SITEF 400). Il framework per l'AI è Reflect (due diligence su rischi, impatto ambientale e persone), Reframe (dati ottimizzati, affidabili, verificabili), Reimagine (human first, accessibile, sostenibile e responsabile), con attenzione a bias, training (15% delle emissioni dei datacenter), data collection, usage e MLOps.