Parte I — Fondamenti · Capitolo 1

La business intelligence

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In questo capitolo

  1. L'informatica in azienda: da strumento a fattore strategico
  2. Il portafoglio applicativo e il portafoglio direzionale
  3. Che cos'è la business intelligence
  4. La piramide della BI
  5. Il ciclo decisionale in BI
  6. I fattori abilitanti
  7. Il corso: obiettivi, programma, esame
  8. Verifica le tue conoscenze

1. L'informatica in azienda: da strumento a fattore strategico

Fino a qualche anno fa la funzione svolta dalle basi di dati in ambito aziendale era solo quella di memorizzare dati operazionali, ossia dati generati da operazioni svolte all'interno dei processi gestionali. L'informatica era vista come una scienza di supporto: rendeva più rapide ed economiche le operazioni di gestione delle informazioni, ma non creava di per sé ricchezza.

Il ruolo dei sistemi informatici è cambiato radicalmente dai primi anni Settanta a oggi. I sistemi informatici si sono trasformati da semplici strumenti per migliorare l'efficienza dei processi a elementi centrali dell'organizzazione aziendale, in grado di rivoluzionare la struttura dei processi aziendali. Da qui il duplice ruolo dell'informatica: tecnologia di supporto alla gestione del sistema informativo, ma anche disciplina organizzativa che influenza i processi, i servizi e la struttura aziendale.

Tre spinte hanno prodotto questo spostamento:

Idea chiave

Il passaggio non è tecnologico ma di ruolo: gli stessi dati che prima servivano a far funzionare i processi diventano la materia prima con cui si decide come cambiarli. Tutto il corso vive in questo secondo mondo — quello del supporto alle decisioni — e la prima conseguenza pratica sarà separarlo fisicamente dal primo (capitolo 2).

2. Il portafoglio applicativo e il portafoglio direzionale

L'insieme delle applicazioni di un'azienda è il suo portafoglio applicativo, e si articola in tre grandi comparti.

CompartoContenutoEsempi citati a lezione
Portafoglio istituzionaleI processi di supporto che ogni azienda deve avereAmministrazione, gestione risorse umane, altri processi di supporto
Portafoglio operativoLe applicazioni che governano la produzione e il rapporto operativo con il mercatoCIM, CRM
Portafoglio direzionaleLe applicazioni usate dai manager per decidereERP, CRM in chiave analitica

Il portafoglio direzionale è l'insieme delle applicazioni utilizzate dai manager aziendali per analizzare lo stato dell'azienda, prendere decisioni rapide e prendere le decisioni migliori. È esattamente ciò che chiamiamo, con un altro nome, piattaforma per la business intelligence.

PORTAFOGLIO DIREZIONALE — la piattaforma di BI ERP CRM portafoglio istituzionale portafoglio operativo Amministrazione Gestione risorse umane Altri processi di supporto CIM dati dati
Tavola 1.1 — Il portafoglio applicativo. Istituzionale e operativo producono i dati con cui lavora il portafoglio direzionale: la BI sta sopra, e si alimenta di ciò che accade sotto.

3. Che cos'è la business intelligence

La definizione data a lezione è la seguente:

Definizione

La business intelligence è un insieme di strumenti e procedure che consentono a un'azienda di trasformare i propri dati di business in informazioni e conoscenza utili al processo decisionale. Le informazioni così ottenute sono utilizzate dai decisori aziendali per definire e supportare le strategie di business, così da operare decisioni consapevoli e informate con l'obiettivo di trarre vantaggi competitivi, migliorare le prestazioni operative e la profittabilità e, più in generale, creare valore per l'azienda.

Si parla di piattaforma di BI perché, per consentire ai manager analisi potenti e flessibili, è necessario definire un'apposita infrastruttura hardware e software di supporto, composta da:

Il ruolo chiave di una piattaforma di business intelligence è la trasformazione dei dati aziendali in informazioni fruibili a diversi livelli di dettaglio e, quindi, in conoscenza. L'espressione «diversi livelli di dettaglio» non è un'aggiunta retorica: è il nucleo tecnico di tutto il corso, perché sarà il modello multidimensionale (capitolo 4) a renderla operativa attraverso le gerarchie e l'aggregazione.

Nota del redattore

Attenzione a non confondere i termini: la business intelligence è l'insieme di strumenti e procedure (il fine); il data warehousing è la collezione di metodi, tecnologie e strumenti che rende possibile l'analisi (il mezzo principale); il data warehouse è il contenitore di dati che sta al centro di quel processo. Il corso, come dice il programma, si concentra sulla BI «con particolare accento sulle tematiche legate al data warehousing».

4. La piramide della BI

La piramide della BI ordina strumenti e strati di dati in cinque livelli. Salendo, il volume dei dati diminuisce e il loro valore decisionale aumenta: si passa dai dati alle informazioni, poi alla conoscenza e infine alle decisioni.

APPLICAZIONI GESTIONALI fonti dati REPORTISTICA operational data store OLAP & CRUSCOTTI data warehouse DATA MINING modelli di apprendimento ANALISI WHAT-IF dati informazioni conoscenza decisioni valore ↗ volume ↘
Tavola 1.2 — La piramide della BI. A ogni gradino corrisponde uno strato di dati (a sinistra lo strumento, sotto la sorgente su cui poggia): il data warehouse è la base tecnologica dei due gradini superiori.

Osservate la colonna delle sorgenti: la reportistica poggia sull'operational data store, mentre OLAP e cruscotti poggiano sul data warehouse. Sono due contenitori diversi con proprietà diverse, e distinguerli è uno dei punti su cui il corso insiste (capitolo 3).

Per l'esame

Sapere collocare uno strumento nel livello giusto della piramide, e soprattutto sapere quale strato di dati lo alimenta, è la domanda tipica su questo argomento. Ricordate la corrispondenza: gestionali → fonti dati; reportistica → ODS; OLAP e cruscotti → data warehouse; data mining → modelli di apprendimento; what-if → modelli di simulazione.

5. Il ciclo decisionale in BI

La BI non è un archivio da consultare ma un ciclo, articolato in quattro fasi. La quarta chiude l'anello riportando al punto di partenza: le misure delle prestazioni conseguenti alle azioni sono a loro volta dati da analizzare.

Analisi. Identificare e formulare il problema; ottenere dai dati le informazioni rilevanti. È il momento in cui gli strumenti OLAP e di reportistica danno il contributo maggiore: la domanda non è ancora nota nel dettaglio e serve la libertà di esplorare.

Comprensione. Comprendere il problema; trasformare le informazioni in conoscenza. Qui il salto non è più solo tecnologico: entrano in gioco i modelli di apprendimento del data mining e, soprattutto, la competenza di dominio del knowledge worker.

Decisione. Tradurre la conoscenza in decisioni e quindi in azioni. È il livello più alto della piramide, quello in cui l'analisi what-if permette di confrontare gli scenari prima di impegnare risorse reali.

Misura. Misurare le prestazioni conseguenti alle azioni intraprese. Le misure prodotte tornano a essere dati operazionali, e quindi materia prima per il ciclo successivo: è per questo che si parla di ciclo e non di catena.

ANALISI dai dati alle informazioni COMPRENSIONE dalle informazioni alla conoscenza DECISIONE dalla conoscenza alle azioni MISURA prestazioni delle azioni le misure tornano a essere dati
Tavola 1.3 — Il ciclo decisionale. L'arco che chiude il quadrato è ciò che distingue una piattaforma di BI da un semplice archivio di rapporti.

6. I fattori abilitanti

Perché la BI funzioni servono tre famiglie di fattori abilitanti. Le slide segnalano esplicitamente che, fra le tecnologie, la capacità di memorizzare grandi moli di dati è quella che porta direttamente al data warehouse — l'oggetto di tutto il resto del corso.

FamigliaFattori
TecnologiePotenza di calcolo; tecniche avanzate di visualizzazione; capacità di memorizzare grandi moli di dati (→ DW); connettività di rete; interoperabilità software
Metodologie analiticheModelli matematici espressivi, precisi e flessibili; tecniche di apprendimento induttivo e di ottimizzazione
Risorse umaneCultura aziendale; creatività; agilità mentale; disponibilità al cambiamento
Attenzione

Il terzo gruppo non è un riempitivo. Nel capitolo 5 vedremo che, fra i fattori di rischio dei progetti di data warehousing, una larga parte della responsabilità della riuscita ricade proprio «sulla lungimiranza, disponibilità e dinamismo del personale dell'azienda»: un progetto tecnicamente ineccepibile può fallire per motivi organizzativi.

Esercizio: a quale livello della piramide?

Leggete la richiesta e scegliete lo strato di BI che la soddisfa. Il riscontro spiega la scelta.

7. Il corso: obiettivi, programma, esame

L'obiettivo del corso è presentare una trattazione approfondita dei sistemi di business intelligence, con particolare accento sulle tematiche legate al data warehousing. Il prerequisito è una sufficiente conoscenza delle basi di dati relazionali. Parte integrante del corso sono le esercitazioni di laboratorio, basate su strumenti tecnologicamente avanzati e ampiamente diffusi in ambito aziendale. Al termine, lo studente sarà in grado di comprendere i meccanismi alla base delle piattaforme di BI e di progettare e gestire data warehouse aziendali.

Programma

Business intelligenceData warehousing
Il ruolo della BI nel sistema informativo aziendale · La piramide della BI · Data warehousing Architetture · Tecniche di analisi dei dati · Il ciclo di sviluppo: analisi delle sorgenti dati, analisi dei requisiti, progettazione concettuale, carico di lavoro e volume dati, progettazione logica, progettazione dell'alimentazione, progettazione fisica

La colonna di destra è, letteralmente, l'indice dei capitoli da 5 a 14 di questo percorso.

Orario ed esame

VoceDettaglio
Lezione28 ore
Esercitazione12 ore
Laboratorio10 ore — OLAP e progettazione con Indyco + Power BI
Crediti6 CFU
Prova pratica6/31 — prova al PC con le tecnologie viste in laboratorio
Prova scritta25/31 — progettazione concettuale/logica + quesiti sui contenuti teorici
Per l'esame

La struttura del compito è stabile negli anni: un esercizio lungo di progettazione (ricognizione e normalizzazione della sorgente, albero degli attributi, schema di fatto DFM, schema logico ROLAP) che vale da solo 10-12 punti su 32, alcuni quesiti a scelta multipla sulla teoria (architetture, ETL, DFM, viste), spesso un esercizio di calcolo (occupazione di memoria, reticolo multidimensionale, viste candidate) e infine la prova Power BI da 6 punti. Il percorso di questi capitoli segue esattamente quell'ordine.

Testi

Nota del redattore

I tre autori citati corrispondono a tre visioni architetturali diverse che ritroverete nel capitolo 3: Inmon è il padre dell'approccio hub-and-spoke con database riconciliato enterprise-wide, Kimball quello del data mart bus con dimensioni conformi, Golfarelli e Rizzi gli autori del Dimensional Fact Model che useremo per tutta la progettazione concettuale.

Verifica le tue conoscenze

Qual è la definizione di business intelligence data a lezione?

Un insieme di strumenti e procedure che consentono a un'azienda di trasformare i propri dati di business in informazioni e conoscenza utili al processo decisionale. Le informazioni ottenute servono ai decisori per definire e supportare le strategie di business, con l'obiettivo di trarre vantaggi competitivi, migliorare prestazioni operative e profittabilità e creare valore per l'azienda.

Perché si parla di «piattaforma» di BI e da che cosa è composta?

Perché per consentire ai manager analisi potenti e flessibili non basta un programma, serve un'infrastruttura hardware e software di supporto: hardware dedicato, infrastrutture di rete, DBMS, software di back-end e software di front-end. Il ruolo chiave della piattaforma è trasformare i dati aziendali in informazioni fruibili a diversi livelli di dettaglio, e quindi in conoscenza.

Elencate i cinque livelli della piramide della BI, dal basso verso l'alto, con la loro sorgente dati.

1. Applicazioni gestionali — fonti dati (livello dei dati).
2. Reportistica — operational data store (livello delle informazioni).
3. OLAP e cruscotti — data warehouse.
4. Data mining — modelli di apprendimento (livello della conoscenza).
5. Analisi what-if — modelli di simulazione, che sfociano nelle decisioni.

Che cos'è il portafoglio direzionale?

È l'insieme delle applicazioni utilizzate dai manager aziendali per analizzare lo stato dell'azienda, prendere decisioni rapide e prendere le decisioni migliori. Si distingue dal portafoglio istituzionale (amministrazione, risorse umane, processi di supporto) e da quello operativo (per esempio CIM, CRM). Parlare di portafoglio direzionale o di piattaforma per la business intelligence è la stessa cosa.

Quali sono le quattro fasi del ciclo decisionale in BI?

Analisi (identificare e formulare il problema, ottenere dai dati le informazioni rilevanti), comprensione (comprendere il problema, trasformare le informazioni in conoscenza), decisione (tradurre la conoscenza in decisioni e quindi in azioni), misura (misurare le prestazioni conseguenti alle azioni intraprese). Le misure alimentano il ciclo successivo.

Che cosa si intende con «duplice ruolo dell'informatica»?

L'informatica è insieme tecnologia di supporto alla gestione del sistema informativo e disciplina organizzativa che influenza i processi, i servizi e la struttura aziendale. È la sintesi del cambiamento avvenuto dai primi anni Settanta: da strumento per l'efficienza dei processi a elemento centrale dell'organizzazione, capace di rivoluzionare la struttura dei processi stessi.

Quali sono i fattori abilitanti per la BI e quale porta direttamente al data warehouse?

Tre famiglie: tecnologie (potenza di calcolo, visualizzazione avanzata, capacità di memorizzare grandi moli di dati, connettività di rete, interoperabilità software), metodologie analitiche (modelli matematici espressivi e flessibili, apprendimento induttivo e ottimizzazione) e risorse umane (cultura aziendale, creatività, agilità mentale, disponibilità al cambiamento). Fra le tecnologie, è la capacità di memorizzare grandi moli di dati a portare al DW.

Com'è strutturata la valutazione del corso?

Prova pratica (6/31): prova al PC con le tecnologie viste in laboratorio, cioè Power BI su un data warehouse ROLAP già disponibile. Prova scritta (25/31): progettazione concettuale/logica e quesiti sui contenuti teorici del corso. Il corso vale 6 crediti ed è composto da 28 ore di lezione, 12 di esercitazione e 10 di laboratorio.

Perché il data warehousing è «il mezzo» e la BI «il fine»?

Perché la BI è definita come l'insieme di strumenti e procedure che trasformano i dati in conoscenza per decidere: è un obiettivo. Il data warehousing è la collezione di metodi, tecnologie e strumenti che rende quell'obiettivo raggiungibile, e il data warehouse è il contenitore che sta al centro del processo. Nella piramide questo si vede bene: il DW alimenta un solo gradino (OLAP e cruscotti), ma senza quel gradino i due superiori non hanno su cosa poggiare.