Parte II — Processi e avvio · Capitolo 8

La pianificazione e la Joint Project Planning Session

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In questo capitolo

  1. Perché pianificare: la pain curve
  2. Cosa consente la pianificazione
  3. Tools, templates e processi per pianificare
  4. Quanto tempo richiede la pianificazione
  5. La Joint Project Planning Session
  6. Gli attendees e i loro ruoli
  7. Facility ed equipment
  8. L'agenda della JPPS
  9. I deliverables e il PDS
  10. Il ruolo del committente e MoSCoW
  11. Verifica le tue conoscenze

1. Perché pianificare: la pain curve

Il capitolo 8 apre il cuore operativo del corso: il Planning Process Group. Il primo concetto che Wysocki mette sul tavolo è la cosiddetta pain curve — letteralmente «la curva del dolore».

La «pain curve» descritta da Wysocki Time Pain Good Planning Poor Planning La fascia 18–36% segnata sul grafico originale: l'ordine di grandezza che Wysocki associa alla quota del progetto dedicata alla pianificazione — e la differenza tra le due curve è proprio lì.
Tavola 8.1 — Con una buona pianificazione il dolore si paga all'inizio e resta basso; con una pianificazione scadente il dolore sale e accompagna tutto il progetto.
Idea chiave

La curva non dice «pianificate per non soffrire»: dice quando soffrire. La pianificazione sposta il dolore all'inizio del progetto, dove le modifiche costano poco e si possono ancora correggere le decisioni.

2. Cosa consente la pianificazione

Il corso riassume i benefici della pianificazione in tre voci, tutte in forma di verbo:

BeneficioChe cosa significa in pratica
Riduce l'incertezza (Reduces Uncertainty)Le domande sulle attività, le dipendenze e le risorse vengono poste e risolte prima che diventino emergenze durante l'esecuzione.
Aumenta la comprensione (Increases Understanding)Il piano costringe tutti — committente, team e management — a guardare lo stesso progetto nello stesso modo. È la stessa logica già vista con i diagrammi nel capitolo 7: disegnare rende visibile ciò che a parole resta implicito.
Migliora l'efficienza (Improves Efficiency)Le risorse vengono allocate prima, le dipendenze vengono dichiarate e le attività possono essere organizzate per ridurre attese e sprechi.
Nota del redattore

Collegate le tre voci alla pain curve: la comprensione e la riduzione dell'incertezza sono il meccanismo che tiene bassa la curva del dolore; l'efficienza è il vantaggio che si misura a fine progetto.

3. Tools, templates e processi per pianificare

Sul mercato esistono numerosi software di supporto alla pianificazione, anche in forma di soluzioni cloud. Alcuni risolvono solo alcuni aspetti, altri cercano di coprire l'intero insieme dei processi di un progetto di sviluppo software. Ma il corso ricorda che gli strumenti di pianificazione per eccellenza restano molto più umili — e molto più potenti di quanto sembri:

Project Planning Tools

Sticky notes (memo in colori assortiti); marking pens (pennarelli in colori assortiti); plenty of whiteboard space (molta lavagna a disposizione).

Sticky notes su ogni memo, un'attività: · Task ID · nome univoco · descrizione · responsabile · risorse richieste · effort (quantità di lavoro) · durata valori calcolati: · ES, EF, LS, LF · Critical Path Marking pens sulla lavagna, i pennarelli disegnano le relazioni: · relazioni di dipendenza · critical path i colori distinguono i percorsi e le attività critiche da quelle che hanno margine. Lavagna ospita i documenti vivi: · POS · WBS · diagramma delle dipendenze · initial project schedule · final project schedule · resource schedule · issues log · updated project schedule Tre strumenti, tre funzioni complementari
Tavola 8.2 — I memo portano l'informazione per attività, i pennarelli rendono visibili le dipendenze, la lavagna tiene insieme tutti i documenti del piano.
Attenzione

Sullo sticky note, ES, EF, LS, LF e Critical Path sono valori calcolati, non dati iniziali: si scrivono quando il diagramma delle dipendenze è stato costruito, non prima. Chi li scrive a caso sta falsificando il piano.

4. Quanto tempo richiede la pianificazione

Wysocki fornisce alcune stime dei tempi di pianificazione, «una buona guida per comprendere l'ordine di grandezza»:

Dimensione del progettoTempo di pianificazione
Molto piccoli< ½ giornata
Piccoli< 1 giorno
Medi2 giorni
Grandi3–4 giorni
Molto grandi???

La conclusione di Wysocki è spiazzante e onesta insieme: «it all depends!» — dipende. E c'è una seconda osservazione: per i modelli di gestione non tradizionali la pianificazione è svolta iterativamente durante l'intera durata del progetto (over the time), non in un'unica sessione iniziale.

Quanto tempo serve per pianificare?

Scegli la dimensione del progetto: il widget riporta l'ordine di grandezza suggerito da Wysocki.

Nota del redattore

Il «???» dei progetti molto grandi è voluto: oltre una certa dimensione la pianificazione non è più una sessione, è un sottoprogetto. E nei modelli iterativi e adattivi non si può rispondere affatto in anticipo — si pianifica per piccoli incrementi, lungo tutto il progetto.

5. La Joint Project Planning Session

Tutte le attività di pianificazione vengono svolte durante sessioni di lavoro denominate Joint Project Planning Sessions (JPPS). Durante le JPPS il personale coinvolto nel progetto definisce le attività che devono essere svolte per soddisfare i requisiti espressi dal committente — requisiti che dovrebbero soddisfare i suoi bisogni — entro i vincoli di tempo, budget e risorse disponibili.

Definizione — JPPS

La JPPS è il luogo in cui requisiti, vincoli e risorse vengono tradotti in un piano. È «joint» perché ci sono insieme committente e fornitore, «planning» perché produce il piano, «session» perché è un evento di lavoro con una sua agenda e dei suoi deliverable.

JPPS meeting components Attendeeschi siede al tavolo Facilitiesgli spazi Equipmentgli strumenti Agendacosa si fa e in che ordine Deliverablescosa si produce Project Proposalla proposta che ne esce I sei componenti di una JPPS
Tavola 8.3 — I sei meeting components della JPPS. Notate che la project proposal è un componente della sessione: la pianificazione si chiude con un documento che la formalizza.

6. Gli attendees e i loro ruoli

Gli attendees della JPPS sono molti, e ognuno ha un motivo preciso per essere lì:

AttendeeRuolo e responsabilità
FacilitatorEsperto nella conduzione della JPPS; teoricamente un mediatore imparziale tra chi gestirà e svilupperà il progetto e il committente. Senza un facilitatore esperto la sessione difficilmente riesce.
Project managerResponsabile del completamento con successo del progetto; si concentra sulla fattibilità del piano e negozia un piano che fornisca il business value atteso rispettando tempo, budget e risorse.
Another project managerPuò rappresentare il committente per verificare il lavoro del project manager; se manca un facilitatore, è opportuno che un secondo project manager imparziale non sia lo stesso del primo.
JPP consultantNecessario quando il project manager e l'organizzazione non hanno ancora esperienza sufficiente con la metodologia che si intende impiegare.
TechnographerProfessionista con ottime competenze di project management e di software di supporto: si occupa della rendicontazione digitale delle decisioni assunte in pianificazione, dando una buona visione del piano via via che prende forma.
Core project teamLa partecipazione è fondamentale: chi eseguirà il progetto è il contributo migliore per stimare durate e prevedere le risorse.
Client representativeNon sempre il cliente è disposto a «investire» risorse nella pianificazione, ma la sua partecipazione è fortemente consigliata: quando arriveranno i cambiamenti (solitamente attesi), sarà più facile negoziare le modifiche a quanto pianificato.
Resource managersDeterminanti per la corretta allocazione delle risorse: hanno visione completa di tutti i progetti attivi e della effettiva disponibilità nel tempo delle risorse dell'organizzazione.
Functional managersResponsabili di aree che forniscono input o ricevono output dai deliverable: garantiscono la corretta integrazione della soluzione nei processi aziendali.
Process owner«Detiene» i processi da supportare con la soluzione: vale quanto detto per i functional manager, in termini di integrazione.
Project champion«A person who fights or argues for a cause or on behalf of someone else»: una persona carismatica, con ottime competenze tecniche e/o organizzative, che «vende» il progetto al senior management. Non va confuso con il project sponsor, che ha un coinvolgimento formale.
Per l'esame — le distinzioni che contano

Champion ≠ Sponsor: il champion «vende» il progetto (coinvolgimento informale, carismatico); lo sponsor ha un coinvolgimento formale e l'autorità. E facilitator ≠ project manager: il facilitatore è un mediatore imparziale, idealmente non coinvolto nella gestione del progetto.

Chi fa che cosa in JPPS?

Abbina ogni attendee al suo compito. Usa i menu a tendina; il widget valuta le risposte.

7. Facility ed equipment

Facility ed equipment sono indispensabili per le JPPS, e alcuni aspetti sono «spesso trascurati»:

ComponenteChe cosa valutare
Facility (sale riunioni)Comode, confortevoli; lontane dalle occasioni di interruzione (offsite oppure onsite); considerare l'uso di breakout rooms per i lavori di gruppo.
EquipmentBreakout group work areas (tavoli, sedie, flip charts); lavagne (whiteboards); proiettori.
Nota del redattore

Il corso insiste sulle interruzioni: una JPPS interrotta perde il filo del lavoro comune, e il «filo» è proprio il valore della sessione. La lontananza dalle interruzioni è un requisito, non un lusso.

8. L'agenda della JPPS

Lo schema di agenda tipo per le JPPS prevede una Sessione #1 composta da due parti: il Kick-off e la Working session. Chi è coinvolto in ogni fase? «Sessione #1: Project Manager, Project Team (anche al completo), Client (raccomandato)».

La parte di avvio serve a mettere in comune il contesto, non a pianificare:

  1. Introduzione dello sponsor.
  2. Panoramica dello sponsor sul progetto e sulla sua importanza per l'azienda, la divisione o il reparto.
  3. Introduzione del co-project manager del committente.
  4. Introduzione del co-project manager responsabile dell'IT.
  5. Introduzione del core project team.
  6. Introduzione del «planning facilitation team» (facilitatore e technographer).

La parte di lavoro produce il piano, nell'ordine:

  1. Validazione e prioritizzazione dei requisiti.
  2. Panoramica sull'approccio di pianificazione che si vuole usare.
  3. Generazione e validazione della WBS.
  4. Stima di quantità di lavoro, durata e risorse richieste.
  5. Creazione del diagramma delle dipendenze.
  6. Individuazione e discussione del critical path e delle date previste per il completamento e le milestone.
  7. Analisi della schedula e sua compressione (se necessaria).
  8. Identificazione dei rischi ed eventuali piani di mitigazione.
  9. Ottenere il consenso di tutti i partecipanti sui contenuti del piano.
  10. Aggiornamento della sessione.
Idea chiave

Guardate l'ordine della working session: requisiti prima, WBS poi, stime dopo, dipendenze e critical path infine. È lo stesso ordine dei prossimi capitoli (9, 10 e 11): la JPPS non è un evento, è il protocollo del Planning Process Group.

9. I deliverables e il PDS

I deliverables della JPPS potrebbero essere i seguenti:

Definizione — Project Definition Statement

Il PDS è una versione «estesa» del POS, vista però dalla prospettiva del planning team. Contiene le stesse 5 sezioni del POS (Problem/opportunity, Project goal, Project objectives, Success criteria, Assumptions/Risks/Obstacles), ma con una definizione del progetto più dettagliata, destinata al team, e può essere composto da diverse pagine. Si usa per assicurarsi che il team abbia una visione comune sul progetto e su cosa consiste.

Collegamento

Nel capitolo 7 il PDS era apparso come il «cassetto» degli elementi troppo dettagliati per il POS. Qui si completa il quadro: il PDS non è solo il contenitore degli scarti — è il documento di lavoro del team, costruito e validato nella JPPS. POS e PDS condividono la struttura; cambiano destinatario e livello di dettaglio.

La struttura della project proposal

Tra i deliverable figura anche la proposta di progetto, che il corso enumera con una struttura precisa (la ritroveremo nel capitolo 11):

SezioneContenuto
BackgroundIl contesto da cui nasce il progetto.
ObjectiveL'obiettivo della proposta.
Overview of approach to be takenL'approccio che si intende seguire.
Detailed statement of workIl lavoro nel dettaglio.
Time and cost summaryIl riepilogo di tempi e costi.
AppendicesGli allegati.

10. Il ruolo del committente e MoSCoW

Il committente ha un suo rappresentante che deve essere presente alla JPPS, e il suo ruolo è tutto fuorché decorativo:

Attenzione

«Il coinvolgimento del committente deve essere significativo.» Un piano costruito senza il committente è un piano che il committente non riconosce come suo — e al primo cambiamento lo contesterà, proprio nel momento in cui la negoziazione sarebbe più costosa.

MoSCoW: Must, Should, Could, Won't

L'approccio MoSCoW è un metodo di prioritizzazione/classificazione dei requisiti:

ClasseSignificato
MustRequisiti che devono essere soddisfatti nella soluzione finale per considerare il progetto concluso con successo.
ShouldRequisiti che dovrebbero essere inclusi nella soluzione se possibile. Di solito sono requisiti critici che, in caso di necessità, possono essere sostituiti con requisiti alternativi.
CouldRequisiti che potrebbero essere inclusi ma non sono necessari: si considerano solo se tempo e risorse lo permettono.
Would (Won't)Requisiti che sarebbero da includere, ma gli stakeholder hanno acconsentito a rinviare l'implementazione a una futura release. Per sottolineare questa scelta, a volte «Would» è sostituito da «Won't».
Per l'esame — la distinzione sottile

Should e Could si assomigliano ma non sono la stessa cosa: i Should sono critici (sostituibili solo con alternative), i Could non sono necessari (si fanno se avanza tempo). E il Won't è una decisione consapevole e condivisa di rinvio, non un dimenticatoio.

Classifica i requisiti con MoSCoW

Sei requisiti per il caso PDQ (capitolo 4). Assegna ciascuno alla classe giusta; poi verifica.

Verifica le tue conoscenze

Che cosa rappresenta la «pain curve» di Wysocki?

La curva del dolore lungo la vita del progetto: con una buona pianificazione il dolore è concentrato all'inizio e poi resta basso; con una pianificazione scadente il dolore sale presto e resta alto. Sul grafico originale è segnata la fascia 18–36%, l'ordine di grandezza che Wysocki associa alla quota del progetto dedicata alla pianificazione.

Quali sono i tre benefici della pianificazione?

Riduce l'incertezza (le domande vengono poste e risolte prima), aumenta la comprensione (tutti guardano lo stesso progetto nello stesso modo) e migliora l'efficienza (risorse e dipendenze organizzate in anticipo).

Quali sono i «Project Planning Tools» del corso e che cosa registra ciascuno?

Sticky notes (un memo per attività: ID, nome, descrizione, responsabile, risorse, effort, durata; poi i valori calcolati ES, EF, LS, LF e il critical path); marking pens (relazioni di dipendenza e critical path); lavagna (i documenti vivi: POS, WBS, diagramma delle dipendenze, initial/final schedule, resource schedule, issues log, updated schedule).

Quanto tempo richiede la pianificazione secondo Wysocki, e qual è la conclusione?

Molto piccoli < ½ giornata; piccoli < 1 giorno; medi 2 giorni; grandi 3–4 giorni; molto grandi «???». La conclusione è «it all depends!». Inoltre, per i modelli non tradizionali la pianificazione è svolta iterativamente durante l'intera durata del progetto, non in un'unica sessione.

Che cos'è la JPPS e quali sono i suoi meeting components?

La Joint Project Planning Session è la sessione di lavoro in cui il personale coinvolto definisce le attività per soddisfare i requisiti del committente entro i vincoli di tempo, budget e risorse. I sei components: Attendees, Facilities, Equipment, Agenda, Deliverables, Project Proposal.

Che differenza c'è tra project champion e project sponsor?

Il champion è «a person who fights or argues for a cause or on behalf of someone else»: una persona carismatica con ottime competenze tecniche e/o organizzative che «vende» il progetto al senior management. Lo sponsor ha un coinvolgimento formale nel progetto. Il champion non va confuso con lo sponsor.

Che cosa fa il technographer in una JPPS?

È un professionista con ottime competenze di project management e di software di supporto che si occupa della rendicontazione digitale delle decisioni assunte in pianificazione. Il software ad hoc consente di avere una buona visione del piano via via che viene elaborato.

Qual è la struttura dell'agenda della JPPS?

Una Sessione #1 in due parti: Kick-off (introduzione di sponsor, co-project manager del committente e dell'IT, core team, planning facilitation team) e Working session (validazione e prioritizzazione dei requisiti, panoramica sull'approccio, generazione e validazione della WBS, stime, diagramma delle dipendenze, critical path e date, compressione se necessaria, rischi e mitigazioni, consenso di tutti, aggiornamento).

Che cos'è il PDS e in che rapporto sta con il POS?

Il Project Definition Statement è una versione «estesa» del POS vista dalla prospettiva del planning team: stesse 5 sezioni, ma più dettagliate e destinate al team, possibilmente su più pagine. Serve ad assicurare che il team abbia una visione comune del progetto. Nel capitolo 7 era il contenitore dei dettagli esclusi dal POS; qui è un deliverable della JPPS.

Qual è il ruolo del committente nella JPPS?

Il suo rappresentante deve essere presente; valida requisiti e POS; prioritizza i requisiti (es. MoSCoW); genera e valida la WBS; impegna risorse; si accorda sulla pianificazione; deve avere «possesso» del piano. Il coinvolgimento deve essere significativo.

Come si classificano i requisiti con MoSCoW?

Must: necessari al successo. Should: critici ma sostituibili con alternative se necessario. Could: non necessari, si fanno se tempo e risorse lo permettono. Would/Won't: rinviati consapevolmente a una futura release dagli stakeholder.

Quali sono i deliverables della JPPS?

Project Definition Statement (PDS), Work Breakdown Structure (WBS), risorse necessarie e assegnamento, stima della durata delle attività, project network schedule e schedulazione, Project Notebook e project proposal.