Tutto ciò che il corso costruirà — traffico, code, blocchi, tempi di attesa — poggia su un unico oggetto: un esperimento con esito aleatorio. Si chiama S lo spazio dei risultati, cioè l'insieme di tutti i possibili risultati dell'esperimento.
| Esperimento | Spazio dei risultati S | Esempio di evento A |
|---|---|---|
| Durata di una chiamata telefonica | S = { t : t ≥ 0 } | A = { t : t ≥ 30 min } |
| Punteggio del lancio di un dado | S = { 1, 2, 3, 4, 5, 6 } | A = { 5, 6 } |
| Numero di utenti in una coda con L posti | S = { 0, 1, 2, …, L } | A = { 0 } |
Un evento è semplicemente un qualunque sottoinsieme A di S, cioè un raggruppamento di possibili risultati. Da qui la teoria degli insiemi presta il proprio vocabolario: S è l'evento certo, ∅ l'evento impossibile, A∪B l'evento unione (si verifica A, oppure B, oppure entrambi), A∩B l'evento intersezione (si verificano entrambi), Ac il complemento (A non si verifica).
Il terzo esempio della tabella non è messo lì per caso: «numero di utenti in una coda con L posti» è esattamente la variabile di stato che nel capitolo 4 diventerà lo stato di una catena di Markov, e nel capitolo 6 il numero medio di pacchetti in un'interfaccia di router. Conviene tenerlo d'occhio fin da subito.
Dato un esperimento aleatorio con spazio dei risultati S, se per ogni evento A ⊆ S si può definire un valore numerico P(A) che soddisfa i tre assiomi seguenti, allora P(A) = Prob{A} si dice probabilità dell'evento A:
Assioma 1: 0 ≤ P(A) ≤ 1
Assioma 2: P(S) = 1
Assioma 3: ∀ A, B ⊂ S con A ∩ B = ∅: P(A ∪ B) = P(A) + P(B)
Interpretata concretamente, la probabilità è una misura della frequenza relativa dell'evento sul totale dei risultati possibili dell'esperimento. Dagli assiomi discendono immediatamente tre proprietà che useremo di continuo:
P(∅) = 0A ⊆ B ⇒ P(A) ≤ P(B)P(Ac) = 1 − P(A) — l'arma preferita del corso: quasi tutte le probabilità di blocco si calcolano più comodamente per complemento.Le definizioni successive sono quattro, e tutte torneranno letteralmente nei capitoli sul teletraffico.
| Nome | Espressione | Dove tornerà |
|---|---|---|
| Probabilità totale | P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) | composizione di flussi di traffico |
| Probabilità congiunta | P(A,B) = P(A ∩ B) | stato del sistema e arrivo simultanei |
| Indipendenza statistica | P(A,B) = P(A) P(B) | arrivi di Poisson indipendenti dallo stato |
| Probabilità condizionata | P(A|B) = P(A,B) / P(B), definita se P(B) > 0 | call congestion, tempo di servizio residuo |
Nel caso di eventi indipendenti si ha P(A|B) = P(A) e P(B|A) = P(B): sapere che B si è verificato non cambia nulla su A. Dalla proprietà commutativa dell'intersezione si ottiene poi il teorema di Bayes:
P(A|B) P(B) = P(A,B) = P(B,A) = P(B|A) P(A)
⇒ P(A|B) = P(B|A) P(A) / P(B)
Questo passaggio non è ornamentale. Nel capitolo 4 la stessa identica catena di uguaglianze dimostrerà che, con arrivi di Poisson, call congestion e time congestion coincidono (proprietà PASTA). Chi ha capito Bayes qui non deve ricordare nulla a memoria là.
Le slide propongono il seguente esercizio. Si lanciano simultaneamente due dadi e si indica con n = n1 + n2 il risultato complessivo. Si chiede di calcolare Prob{n = 9}, poi Prob{n = 9 | n1 = 3} e infine Prob{n1 = 3 | n = 9}. Il widget qui sotto costruisce lo spazio dei risultati e mostra come le tre risposte siano tre letture diverse della stessa griglia.
Dati un esperimento aleatorio con spazio dei risultati S e w ∈ S un suo generico risultato, una variabile aleatoria (v.a.) è una funzione X = X(w) che associa a w un valore numerico reale. L'esempio delle slide è il lancio di due monete:
S = { (T,T), (T,C), (C,T), (C,C) }
X(w) = numero di T ottenute
X(T,T) = 2 X(T,C) = X(C,T) = 1 X(C,C) = 0
Una v.a. si dice discreta se S è numerabile (numero di teste, somma di due dadi, numero di utenti in coda) e continua se S è non numerabile (durata di una telefonata, tempo di servizio di un pacchetto).
Si definisce funzione di probabilità (di massa) la funzione pX(x) = Prob{X = x} e distribuzione di probabilità la funzione FX(x) = Prob{X ≤ x}.
0 ≤ pₓ(x) ≤ 1 ∀x ∑ₓ pₓ(x) = 1
Fₓ(x) = ∑ₓᵢ ≤ ₓ pₓ(xᵢ) (non decrescente in x)
limₓ→−∞ Fₓ(x) = 0 limₓ→+∞ Fₓ(x) = 1
a < b ⇒ Prob{a < X ≤ b} = Fₓ(b) − Fₓ(a)
Si definisce densità di probabilità la funzione fX(x) tale che l'integrale fra a e b restituisca Prob{a < X ≤ b}; la distribuzione è l'integrale della densità fino a x.
Prob{a < X ≤ b} = ∫ᵤᵇ fₓ(x) dx
Fₓ(x) = Prob{X ≤ x} = ∫₋∞ˣ fₓ(u) du
fₓ(x) ≥ 0 ∀x ∫₋∞⁺∞ fₓ(x) dx = 1
a < b ⇒ Prob{a < X ≤ b} = Fₓ(b) − Fₓ(a)
Due formule ulteriori, elencate fra le «altre formule utili», meritano attenzione perché sono precisamente quelle che verranno usate nei capitoli successivi:
FX|A(x) = Prob{X ≤ x | A} = Prob{X ≤ x, A} / Prob{A}. È lo strumento con cui si ricava il tempo di servizio residuo.fZ(z) = ∫ fX(x) fY(z − x) dx. È lo strumento con cui si costruisce il tempo di servizio di Erlang di grado r.Le tre grandezze sintetiche si definiscono in modo perfettamente parallelo nel caso discreto e in quello continuo: somma pesata dalla funzione di probabilità nel primo caso, integrale pesato dalla densità nel secondo.
caso discreto caso continuo
E[X] = ∑ₓ x pₓ(x) E[X] = ∫ x fₓ(x) dx
E[X²] = ∑ₓ x² pₓ(x) E[X²] = ∫ x² fₓ(x) dx
σ²ₓ = E[X²] − (E[X])² σ²ₓ = E[X²] − (E[X])²
e in generale, per una funzione g(X): E[g(X)] = ∫ g(x) fₓ(x) dx
Il valore quadratico medio E[X²] sembra un dettaglio tecnico e invece è uno dei protagonisti del corso. Nel capitolo 7 la formula di Pollaczek–Khinchine mostrerà che il tempo di attesa in un sistema M/G/1 dipende dal tempo di servizio soltanto attraverso E[&thetas;²]. Due sistemi con lo stesso tempo medio di servizio ma varianza diversa hanno prestazioni diverse.
Le ultime slide del richiamo sono dedicate a una sola distribuzione, quella esponenziale, e non è un caso: è la distribuzione che rende Markoviano tutto ciò che il corso studierà.
densità fₓ(x) = λ e⁻ᵏˣ x ≥ 0
distribuzione Fₓ(x) = 1 − e⁻ᵏˣ x ≥ 0
E[X] = 1/λ E[X²] = 2/λ² σ²ₓ = 1/λ²
Si noti che media e deviazione standard coincidono: il coefficiente di variazione di una esponenziale vale esattamente 1. È il riferimento rispetto a cui, più avanti, si giudicheranno «regolari» le distribuzioni deterministiche e «irregolari» quelle heavy tailed di Pareto.
La proprietà si dimostra in tre righe applicando la definizione di probabilità condizionata:
P{X > s + t | X > s} = P{X > s + t , X > s} / P{X > s}
= P{X > s + t} / P{X > s}
= e⁻ᵏ⁽ˢ⁺ᵗ⁾ / e⁻ᵏˢ
= e⁻ᵏᵗ = P{X > t}
Questo è il motivo per cui, nel capitolo 4, un sistema a coda con arrivi di Poisson e servizi esponenziali potrà essere descritto guardando soltanto il numero di utenti presenti, senza memorizzare da quanto tempo ciascun servizio è in corso. Senza questa proprietà lo spazio degli stati esploderebbe.
Un processo stocastico è lo studio dell'evoluzione temporale di una variabile aleatoria. Data una v.a. X, si indica con Xi(t) un suo possibile andamento nel tempo, frutto di un particolare esperimento; si definisce allora processo stocastico X(t) l'insieme di tutti i possibili andamenti. Ciascun Xi(t) è una realizzazione (o funzione campione) del processo.
La classificazione procede su due assi indipendenti:
| Asse | Alternative | Esempio del corso |
|---|---|---|
| valori assunti | a valori discreti / a valori continui | numero di utenti in coda (discreto) |
| istanti di osservazione | tempo-discreto / tempo-continuo | numero di utenti in un sistema a coda (tempo-continuo); numero di successi su una serie di esperimenti, cioè un processo di Bernoulli (tempo-discreto) |
Fissato un istante t0, il valore X(t0) che tutte le realizzazioni possono assumere è a sua volta una variabile aleatoria; l'insieme dei suoi possibili valori si chiama spazio degli stati. Per un processo tempo-continuo a valori discreti si definiscono allora le funzioni di probabilità di ordine crescente:
primo ordine p₁(x,t) = Prob{X(t) = x}
secondo ordine p₂(x₁,t₁,x₂,t₂) = Prob{X(t₁) = x₁, X(t₂) = x₂}
ordine n pₙ(x₁,t₁,…,xₙ,tₙ) = Prob{X(t₁) = x₁, …, X(tₙ) = xₙ}
Descrivere completamente un processo stocastico richiederebbe le funzioni di probabilità di ogni ordine: un'impresa impossibile in generale. La proprietà di Markov del capitolo 4 è esattamente la scorciatoia che rende il problema trattabile, perché riduce tutte le funzioni di ordine n a prodotti di probabilità di transizione fra stati adiacenti nel tempo.
Su un processo stocastico si possono definire due tipi di media, ed è cruciale non confonderli.
| Media | Definizione | Come si ottiene |
|---|---|---|
| Valor medio statistico | E[X(t)] = ∑i xi p1(xi,t) |
media «verticale» su tutte le realizzazioni a un istante fissato; è funzione del tempo |
| Valor medio temporale | <Xj(t)> = limT→∞ (1/T) ∫0T Xj(t) dt |
media «orizzontale» lungo una singola realizzazione; determinabile solo dopo averla osservata |
A questo punto si introducono le due ipotesi di lavoro che reggono l'intero corso:
p1(x,t) = p1(x) e E[X(t)] = E[X] per ogni t: le statistiche non dipendono da quando si guarda;E[X(t)] = <Xj(t)> per ogni j e ogni t: media statistica e media temporale coincidono.Vale l'implicazione processo ergodico ⇒ processo stazionario, ma non il viceversa.
Le due implicazioni da avere pronte: ergodico ⇒ stazionario (non viceversa), e ergodicità ⇒ il traffico medio A esiste sempre ed è uguale al valor medio statistico di k(t) in un istante generico. Quest'ultima frase, che sembra un tecnicismo, è la licenza con cui nel capitolo 3 si potrà calcolare il traffico come media d'insieme invece che come media temporale.
1) 0 ≤ P(A) ≤ 1 per ogni evento A; 2) P(S) = 1, cioè l'evento certo ha probabilità unitaria; 3) per ogni coppia di eventi disgiunti (A ∩ B = ∅) vale P(A ∪ B) = P(A) + P(B). Da essi discendono P(∅) = 0, la monotonia rispetto all'inclusione e la regola del complemento.
P(A|B) = P(A,B)/P(B), ed esiste solo se P(B) > 0. Se A e B sono statisticamente indipendenti, cioè P(A,B) = P(A)P(B), allora P(A|B) = P(A): sapere che B si è verificato non porta informazione su A.
Dalla proprietà commutativa dell'intersezione: P(A|B)P(B) = P(A,B) = P(B,A) = P(B|A)P(A), da cui P(A|B) = P(B|A)P(A)/P(B). È la stessa catena che nel capitolo 4 dimostra la coincidenza fra call congestion e time congestion per arrivi di Poisson.
La funzione di probabilità (di massa) di una v.a. discreta è pX(x) = Prob{X = x}: la probabilità di un valore puntuale. La distribuzione è FX(x) = Prob{X ≤ x}, funzione non decrescente che va da 0 a 1. Per una v.a. continua la prima è sostituita dalla densità fX(x), il cui integrale su un intervallo dà la probabilità di cadere in quell'intervallo.
Con la convoluzione delle due densità: fZ(z) = ∫ fX(x) fY(z − x) dx. È il procedimento con cui, nel capitolo 3, si costruisce la densità di Erlang di grado r come somma di r esponenziali indipendenti e identicamente distribuite.
E[X] = 1/λ, E[X²] = 2/λ², σ² = E[X²] − (E[X])² = 1/λ². Media e deviazione standard coincidono: il coefficiente di variazione vale 1, ed è il termine di paragone rispetto a cui si valutano le altre distribuzioni di tempo di servizio.
Significa che P{X > s + t | X > s} = P{X > t}: la distribuzione del tempo residuo non dipende da quanto tempo è già trascorso. È importante perché consente di descrivere un sistema a coda con il solo numero di utenti presenti, senza memorizzare l'età di ciascun servizio in corso: è la condizione che rende il sistema una catena di Markov.
Il valor medio statistico E[X(t)] è una media su tutte le realizzazioni del processo a un istante fissato, ed è in generale funzione del tempo. Il valor medio temporale <Xj(t)> è la media di una singola realizzazione lungo il tempo, ed è calcolabile solo dopo aver osservato quella realizzazione.
Stazionario: X(t) e X(t+t0) hanno la stessa descrizione statistica per ogni t0, quindi p1(x,t) = p1(x) ed E[X(t)] = E[X]. Ergodico: ogni realizzazione è caratteristica con probabilità 1 del processo, quindi media temporale e media statistica coincidono. Vale l'implicazione ergodico ⇒ stazionario, non il contrario.
Tempo-continuo: il numero di utenti in un sistema a coda, che può cambiare in qualunque istante per un arrivo o una partenza. Tempo-discreto: il numero di successi su una serie di esperimenti, cioè un processo di Bernoulli, osservato solo agli istanti in cui l'esperimento viene ripetuto.
Perché condizionare significa cambiare il denominatore, non il numeratore. L'evento congiunto è sempre lo stesso, cioè la singola coppia (3,6), con probabilità 1/36. Nel primo caso si divide per Prob{n1 = 3} = 6/36 e si ottiene 1/6; nel secondo si divide per Prob{n = 9} = 4/36 e si ottiene 1/4. Il teorema di Bayes è precisamente la regola che lega le due letture.