Parte I — Fondamenti di teletraffico · Capitolo 2

Probabilità, variabili aleatorie e processi stocastici

~24 min di lettura4 widget interattivi

In questo capitolo

  1. Spazio dei risultati ed eventi
  2. Definizione assiomatica di probabilità
  3. Probabilità condizionata e teorema di Bayes
  4. Variabili aleatorie discrete e continue
  5. Valor medio, valore quadratico medio, varianza
  6. La variabile aleatoria esponenziale
  7. Processi stocastici
  8. Stazionarietà ed ergodicità
  9. Verifica le tue conoscenze

1. Spazio dei risultati ed eventi

Tutto ciò che il corso costruirà — traffico, code, blocchi, tempi di attesa — poggia su un unico oggetto: un esperimento con esito aleatorio. Si chiama S lo spazio dei risultati, cioè l'insieme di tutti i possibili risultati dell'esperimento.

EsperimentoSpazio dei risultati SEsempio di evento A
Durata di una chiamata telefonicaS = { t : t ≥ 0 }A = { t : t ≥ 30 min }
Punteggio del lancio di un dadoS = { 1, 2, 3, 4, 5, 6 }A = { 5, 6 }
Numero di utenti in una coda con L postiS = { 0, 1, 2, …, L }A = { 0 }

Un evento è semplicemente un qualunque sottoinsieme A di S, cioè un raggruppamento di possibili risultati. Da qui la teoria degli insiemi presta il proprio vocabolario: S è l'evento certo, ∅ l'evento impossibile, AB l'evento unione (si verifica A, oppure B, oppure entrambi), AB l'evento intersezione (si verificano entrambi), Ac il complemento (A non si verifica).

Nota del redattore

Il terzo esempio della tabella non è messo lì per caso: «numero di utenti in una coda con L posti» è esattamente la variabile di stato che nel capitolo 4 diventerà lo stato di una catena di Markov, e nel capitolo 6 il numero medio di pacchetti in un'interfaccia di router. Conviene tenerlo d'occhio fin da subito.

2. Definizione assiomatica di probabilità

Dato un esperimento aleatorio con spazio dei risultati S, se per ogni evento AS si può definire un valore numerico P(A) che soddisfa i tre assiomi seguenti, allora P(A) = Prob{A} si dice probabilità dell'evento A:

Assioma 1:   0 ≤ P(A) ≤ 1
Assioma 2:   P(S) = 1
Assioma 3:   ∀ A, B ⊂ S con A ∩ B = ∅:   P(A ∪ B) = P(A) + P(B)

Interpretata concretamente, la probabilità è una misura della frequenza relativa dell'evento sul totale dei risultati possibili dell'esperimento. Dagli assiomi discendono immediatamente tre proprietà che useremo di continuo:

3. Probabilità condizionata e teorema di Bayes

Le definizioni successive sono quattro, e tutte torneranno letteralmente nei capitoli sul teletraffico.

NomeEspressioneDove tornerà
Probabilità totaleP(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B)composizione di flussi di traffico
Probabilità congiuntaP(A,B) = P(A ∩ B)stato del sistema e arrivo simultanei
Indipendenza statisticaP(A,B) = P(A) P(B)arrivi di Poisson indipendenti dallo stato
Probabilità condizionataP(A|B) = P(A,B) / P(B), definita se P(B) > 0call congestion, tempo di servizio residuo

Nel caso di eventi indipendenti si ha P(A|B) = P(A) e P(B|A) = P(B): sapere che B si è verificato non cambia nulla su A. Dalla proprietà commutativa dell'intersezione si ottiene poi il teorema di Bayes:

P(A|B) P(B) = P(A,B) = P(B,A) = P(B|A) P(A)

  ⇒   P(A|B) = P(B|A) P(A) / P(B)
Per l'esame

Questo passaggio non è ornamentale. Nel capitolo 4 la stessa identica catena di uguaglianze dimostrerà che, con arrivi di Poisson, call congestion e time congestion coincidono (proprietà PASTA). Chi ha capito Bayes qui non deve ricordare nulla a memoria là.

Esempio guidato: il lancio di due dadi

Le slide propongono il seguente esercizio. Si lanciano simultaneamente due dadi e si indica con n = n1 + n2 il risultato complessivo. Si chiede di calcolare Prob{n = 9}, poi Prob{n = 9 | n1 = 3} e infine Prob{n1 = 3 | n = 9}. Il widget qui sotto costruisce lo spazio dei risultati e mostra come le tre risposte siano tre letture diverse della stessa griglia.

S = 36 risultati equiprobabili n₂ 123456 123456 n₁ A = { n = 9 } → 4 risultati su 36 = 1/9 B = { n₁ = 3 } → 6 risultati su 36 = 1/6 A ∩ B → 1 risultato su 36 P(A|B) = (1/36)/(6/36) = 1/6 P(B|A) = (1/36)/(4/36) = 1/4 Stessa casella verde, due denominatori diversi: condizionare significa cambiare lo spazio dei risultati considerato possibile.
Tavola 2.1 — Condizionare è restringere lo spazio dei risultati. L'intersezione non cambia mai; cambia soltanto ciò che si mette al denominatore.

4. Variabili aleatorie discrete e continue

Dati un esperimento aleatorio con spazio dei risultati S e wS un suo generico risultato, una variabile aleatoria (v.a.) è una funzione X = X(w) che associa a w un valore numerico reale. L'esempio delle slide è il lancio di due monete:

S = { (T,T), (T,C), (C,T), (C,C) }
X(w) = numero di T ottenute

X(T,T) = 2      X(T,C) = X(C,T) = 1      X(C,C) = 0

Una v.a. si dice discreta se S è numerabile (numero di teste, somma di due dadi, numero di utenti in coda) e continua se S è non numerabile (durata di una telefonata, tempo di servizio di un pacchetto).

Si definisce funzione di probabilità (di massa) la funzione pX(x) = Prob{X = x} e distribuzione di probabilità la funzione FX(x) = Prob{X ≤ x}.

0 ≤ pₓ(x) ≤ 1  ∀x            ∑ₓ pₓ(x) = 1

Fₓ(x) = ∑ₓᵢ ≤ ₓ pₓ(xᵢ)        (non decrescente in x)

limₓ→−∞ Fₓ(x) = 0        limₓ→+∞ Fₓ(x) = 1

a < b  ⇒  Prob{a < X ≤ b} = Fₓ(b) − Fₓ(a)

Si definisce densità di probabilità la funzione fX(x) tale che l'integrale fra a e b restituisca Prob{a < Xb}; la distribuzione è l'integrale della densità fino a x.

Prob{a < X ≤ b} = ∫ᵤᵇ fₓ(x) dx

Fₓ(x) = Prob{X ≤ x} = ∫₋∞ˣ fₓ(u) du

fₓ(x) ≥ 0  ∀x            ∫₋∞⁺∞ fₓ(x) dx = 1

a < b  ⇒  Prob{a < X ≤ b} = Fₓ(b) − Fₓ(a)

Due formule ulteriori, elencate fra le «altre formule utili», meritano attenzione perché sono precisamente quelle che verranno usate nei capitoli successivi:

5. Valor medio, valore quadratico medio, varianza

Le tre grandezze sintetiche si definiscono in modo perfettamente parallelo nel caso discreto e in quello continuo: somma pesata dalla funzione di probabilità nel primo caso, integrale pesato dalla densità nel secondo.

caso discreto                        caso continuo

E[X]   = ∑ₓ x pₓ(x)                 E[X]   = ∫ x fₓ(x) dx
E[X²] = ∑ₓ x² pₓ(x)                E[X²] = ∫ x² fₓ(x) dx
σ²ₓ    = E[X²] − (E[X])²           σ²ₓ    = E[X²] − (E[X])²

e in generale, per una funzione g(X):   E[g(X)] = ∫ g(x) fₓ(x) dx
Idea chiave

Il valore quadratico medio E[X²] sembra un dettaglio tecnico e invece è uno dei protagonisti del corso. Nel capitolo 7 la formula di Pollaczek–Khinchine mostrerà che il tempo di attesa in un sistema M/G/1 dipende dal tempo di servizio soltanto attraverso E[&thetas;²]. Due sistemi con lo stesso tempo medio di servizio ma varianza diversa hanno prestazioni diverse.

6. La variabile aleatoria esponenziale

Le ultime slide del richiamo sono dedicate a una sola distribuzione, quella esponenziale, e non è un caso: è la distribuzione che rende Markoviano tutto ciò che il corso studierà.

densità        fₓ(x) = λ e⁻ᵏˣ        x ≥ 0
distribuzione  Fₓ(x) = 1 − e⁻ᵏˣ    x ≥ 0

E[X] = 1/λ        E[X²] = 2/λ²        σ²ₓ = 1/λ²

Si noti che media e deviazione standard coincidono: il coefficiente di variazione di una esponenziale vale esattamente 1. È il riferimento rispetto a cui, più avanti, si giudicheranno «regolari» le distribuzioni deterministiche e «irregolari» quelle heavy tailed di Pareto.

densità f(x) = λe⁻ᵏˣ x = s area = P{X > s} x assenza di memoria f(x) f(x | X > s) x Traslata sull istante s, la densità condizionata è identica all originale: P{X > s + t | X > s} = P{X > t}
Tavola 2.2 — L'esponenziale e la sua proprietà caratteristica. Un servizio già iniziato da s secondi ha esattamente la stessa distribuzione residua di uno appena iniziato: il sistema «non ricorda».

Assenza di memoria

La proprietà si dimostra in tre righe applicando la definizione di probabilità condizionata:

P{X > s + t | X > s} = P{X > s + t , X > s} / P{X > s}
                     = P{X > s + t} / P{X > s}
                     = e⁻ᵏ⁽ˢ⁺ᵗ⁾ / e⁻ᵏˢ
                     = e⁻ᵏᵗ  =  P{X > t}

Questo è il motivo per cui, nel capitolo 4, un sistema a coda con arrivi di Poisson e servizi esponenziali potrà essere descritto guardando soltanto il numero di utenti presenti, senza memorizzare da quanto tempo ciascun servizio è in corso. Senza questa proprietà lo spazio degli stati esploderebbe.

7. Processi stocastici

Un processo stocastico è lo studio dell'evoluzione temporale di una variabile aleatoria. Data una v.a. X, si indica con Xi(t) un suo possibile andamento nel tempo, frutto di un particolare esperimento; si definisce allora processo stocastico X(t) l'insieme di tutti i possibili andamenti. Ciascun Xi(t) è una realizzazione (o funzione campione) del processo.

La classificazione procede su due assi indipendenti:

AsseAlternativeEsempio del corso
valori assuntia valori discreti / a valori continuinumero di utenti in coda (discreto)
istanti di osservazionetempo-discreto / tempo-continuonumero di utenti in un sistema a coda (tempo-continuo); numero di successi su una serie di esperimenti, cioè un processo di Bernoulli (tempo-discreto)

Fissato un istante t0, il valore X(t0) che tutte le realizzazioni possono assumere è a sua volta una variabile aleatoria; l'insieme dei suoi possibili valori si chiama spazio degli stati. Per un processo tempo-continuo a valori discreti si definiscono allora le funzioni di probabilità di ordine crescente:

primo ordine    p₁(x,t) = Prob{X(t) = x}
secondo ordine  p₂(x₁,t₁,x₂,t₂) = Prob{X(t₁) = x₁, X(t₂) = x₂}
ordine n        pₙ(x₁,t₁,…,xₙ,tₙ) = Prob{X(t₁) = x₁, …, X(tₙ) = xₙ}
Nota del redattore

Descrivere completamente un processo stocastico richiederebbe le funzioni di probabilità di ogni ordine: un'impresa impossibile in generale. La proprietà di Markov del capitolo 4 è esattamente la scorciatoia che rende il problema trattabile, perché riduce tutte le funzioni di ordine n a prodotti di probabilità di transizione fra stati adiacenti nel tempo.

8. Stazionarietà ed ergodicità

Su un processo stocastico si possono definire due tipi di media, ed è cruciale non confonderli.

MediaDefinizioneCome si ottiene
Valor medio statistico E[X(t)] = ∑i xi p1(xi,t) media «verticale» su tutte le realizzazioni a un istante fissato; è funzione del tempo
Valor medio temporale <Xj(t)> = limT→∞ (1/T) ∫0T Xj(t) dt media «orizzontale» lungo una singola realizzazione; determinabile solo dopo averla osservata

A questo punto si introducono le due ipotesi di lavoro che reggono l'intero corso:

Vale l'implicazione processo ergodico ⇒ processo stazionario, ma non il viceversa.

Realizzazioni di k(t) = numero di utenti nel sistema X₁(t) X₂(t) X₃(t) t t₀ media statistica: media verticale su tutte le realizzazioni all istante t₀ media temporale: media orizzontale lungo una sola realizzazione ergodico ⇒ le due coincidono
Tavola 2.3 — Le due medie di un processo stocastico. L'ergodicità è l'ipotesi che permette di stimare la statistica di un sistema osservando una traccia abbastanza lunga: senza di essa, nessuna misura di traffico avrebbe senso.
Per l'esame

Le due implicazioni da avere pronte: ergodico ⇒ stazionario (non viceversa), e ergodicità ⇒ il traffico medio A esiste sempre ed è uguale al valor medio statistico di k(t) in un istante generico. Quest'ultima frase, che sembra un tecnicismo, è la licenza con cui nel capitolo 3 si potrà calcolare il traffico come media d'insieme invece che come media temporale.

Verifica le tue conoscenze

Quali sono i tre assiomi della definizione di probabilità?

1) 0 ≤ P(A) ≤ 1 per ogni evento A; 2) P(S) = 1, cioè l'evento certo ha probabilità unitaria; 3) per ogni coppia di eventi disgiunti (A ∩ B = ∅) vale P(A ∪ B) = P(A) + P(B). Da essi discendono P(∅) = 0, la monotonia rispetto all'inclusione e la regola del complemento.

Come si scrive la probabilità condizionata e quando è definita?

P(A|B) = P(A,B)/P(B), ed esiste solo se P(B) > 0. Se A e B sono statisticamente indipendenti, cioè P(A,B) = P(A)P(B), allora P(A|B) = P(A): sapere che B si è verificato non porta informazione su A.

Da dove si ricava il teorema di Bayes?

Dalla proprietà commutativa dell'intersezione: P(A|B)P(B) = P(A,B) = P(B,A) = P(B|A)P(A), da cui P(A|B) = P(B|A)P(A)/P(B). È la stessa catena che nel capitolo 4 dimostra la coincidenza fra call congestion e time congestion per arrivi di Poisson.

Che differenza c'è fra funzione di probabilità e distribuzione di probabilità?

La funzione di probabilità (di massa) di una v.a. discreta è pX(x) = Prob{X = x}: la probabilità di un valore puntuale. La distribuzione è FX(x) = Prob{X ≤ x}, funzione non decrescente che va da 0 a 1. Per una v.a. continua la prima è sostituita dalla densità fX(x), il cui integrale su un intervallo dà la probabilità di cadere in quell'intervallo.

Come si calcola la densità della somma di due variabili aleatorie continue indipendenti?

Con la convoluzione delle due densità: fZ(z) = ∫ fX(x) fY(z − x) dx. È il procedimento con cui, nel capitolo 3, si costruisce la densità di Erlang di grado r come somma di r esponenziali indipendenti e identicamente distribuite.

Quali sono media, valore quadratico medio e varianza di una v.a. esponenziale di parametro λ?

E[X] = 1/λ, E[X²] = 2/λ², σ² = E[X²] − (E[X])² = 1/λ². Media e deviazione standard coincidono: il coefficiente di variazione vale 1, ed è il termine di paragone rispetto a cui si valutano le altre distribuzioni di tempo di servizio.

Che cosa significa che l'esponenziale è «senza memoria» e perché è così importante?

Significa che P{X > s + t | X > s} = P{X > t}: la distribuzione del tempo residuo non dipende da quanto tempo è già trascorso. È importante perché consente di descrivere un sistema a coda con il solo numero di utenti presenti, senza memorizzare l'età di ciascun servizio in corso: è la condizione che rende il sistema una catena di Markov.

Che differenza c'è fra valor medio statistico e valor medio temporale?

Il valor medio statistico E[X(t)] è una media su tutte le realizzazioni del processo a un istante fissato, ed è in generale funzione del tempo. Il valor medio temporale <Xj(t)> è la media di una singola realizzazione lungo il tempo, ed è calcolabile solo dopo aver osservato quella realizzazione.

Definisci stazionarietà ed ergodicità e la relazione fra le due.

Stazionario: X(t) e X(t+t0) hanno la stessa descrizione statistica per ogni t0, quindi p1(x,t) = p1(x) ed E[X(t)] = E[X]. Ergodico: ogni realizzazione è caratteristica con probabilità 1 del processo, quindi media temporale e media statistica coincidono. Vale l'implicazione ergodico ⇒ stazionario, non il contrario.

Fai un esempio di processo stocastico a valori discreti tempo-continuo e uno tempo-discreto.

Tempo-continuo: il numero di utenti in un sistema a coda, che può cambiare in qualunque istante per un arrivo o una partenza. Tempo-discreto: il numero di successi su una serie di esperimenti, cioè un processo di Bernoulli, osservato solo agli istanti in cui l'esperimento viene ripetuto.

Nel lancio di due dadi, perché Prob{n = 9 | n1 = 3} e Prob{n1 = 3 | n = 9} sono diverse?

Perché condizionare significa cambiare il denominatore, non il numeratore. L'evento congiunto è sempre lo stesso, cioè la singola coppia (3,6), con probabilità 1/36. Nel primo caso si divide per Prob{n1 = 3} = 6/36 e si ottiene 1/6; nel secondo si divide per Prob{n = 9} = 4/36 e si ottiene 1/4. Il teorema di Bayes è precisamente la regola che lega le due letture.