Parte I — Fondamenti · Capitolo 4

Project management, requisiti e modelli PMLC

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In questo capitolo

  1. Definizione di project management
  2. Le sei domande di Wysocki
  3. Che cosa sono i requisiti
  4. Il ciclo di vita della gestione del progetto
  5. La matrice goal / solution
  6. I cinque modelli PMLC
  7. Quando usare ciascun modello
  8. Il caso Pizza Delivered Quickly
  9. Il ruolo del project manager
  10. Verifica le tue conoscenze

1. Definizione di project management

Definizione — Project Management Institute

Il project management (gestione di progetto) corrisponde all'applicazione di conoscenze (knowledge), capacità (skills), strumenti (tools) e tecniche alle attività di progetto per soddisfare i requisiti (requirements).

Wysocki ne dà due, complementari. La prima è operativa e ha la forma di una lista di domande:

Definizione — Wysocki n. 1

Il project management corrisponde a un insieme di strumenti, template e processi studiati per rispondere alle seguenti domande: quale situazione aziendale affronta il progetto? Cosa hai bisogno di fare? Cosa farai? Come lo farai? Come saprai che lo hai fatto? Quanto bene lo hai fatto?

Definizione — Wysocki n. 2

Il project management è un approccio organizzato basato sul «buon senso» (organized common-sense approach) che deve prevedere un adeguato coinvolgimento del cliente al fine di soddisfare i requisiti definiti fornendo l'incremento di business value atteso.

Che cosa intende Wysocki per common-sense approach? Sintetizzando in modo estremo: bisogna sempre adattare l'approccio alla situazione specifica e, soprattutto, al cambiamento. Sul resto la sua posizione è netta e vale la pena discuterla:

ChiDi che cosa è responsabile
Il clienteDella definizione del business value, attraverso la specifica dei requisiti. (Siete d'accordo?)
Il project managerDel soddisfacimento dei requisiti, che ha come effetto l'incremento di business value.

2. Le sei domande di Wysocki

Le sei domande non sono un elenco retorico: percorrono l'intero ciclo di vita del progetto, e ciascuna corrisponde a un blocco di lavoro reale.

Quale situazione aziendale affronta il progetto?

La situazione può consistere in un problema da risolvere o in un'opportunità non ancora sfruttata. Se è un problema, va definito chiaramente quale soluzione deve essere fornita; se è un'opportunità, vanno definite chiaramente le modalità con cui la si vuole cogliere.

Attenzione

In molte situazioni non è possibile definire con precisione la soluzione (deliverable) in fase di pianificazione. In questo caso si dovrà scegliere un approccio che consenta iterativamente di acquisire conoscenza sul problema/opportunità e scoprire quale sia la soluzione da fornire. I progetti in cui non è chiaro il deliverable atteso sono ad alto rischio: nonostante l'impegno del cliente e del team, la soluzione potrebbe non essere trovata e il progetto può fallire.

Come saprai che lo hai fatto?

Il deliverable, per soddisfare i criteri di successo stabiliti, deve fornire business value. Il business value a cui si fa riferimento può corrispondere a:

ComponenteSignificatoEsempio di metrica
Increased RevenueAumento del fatturato e/o dei marginiaumentare il fatturato del 5%
Avoided CostRiduzione dei costiridurre i costi del 4%
Improved ServiceMiglioramento del livello di servizioridurre i tempi di attesa di un giorno

Si consiglia di esprimere quantitativamente le componenti del business value: devono essere misurabili. (Nel capitolo 7 questa terna ritorna con l'acronimo IRACIS tra i criteri di successo del POS.)

Quanto bene lo hai fatto?

L'analisi retrospettiva di un progetto è fondamentale per il processo di miglioramento continuo di un'organizzazione. Le domande a cui rispondere sono quattro:

3. Che cosa sono i requisiti

Definizione — IEEE Std 610.12

(A) A condition or capability needed by a user (stakeholder) to solve a problem or achieve an objective (scope).
(B) A condition or capability that must be met or possessed by a system or system component to satisfy a contract, standard, specification, or other formally imposed documents (solution).
(C) A documented representation of a condition or capability as in definition (A) and (B).

La stessa definizione è stata fornita anche dall'International Institute of Business Analysis (IIBA) nel testo A Guide to the Business Analysis Body of Knowledge. Wysocki però ne propone una diversa, molto più selettiva:

Per l'esame — definizione di Wysocki

Un requisito è uno stato finale desiderato, la cui integrazione con successo nella soluzione fornisce all'organizzazione un aumento specifico e misurabile di business value.

Il valore di questa definizione sta nelle sue conseguenze pratiche:

Wysocki sottolinea infine che «it is a working definition»: una definizione di lavoro, non un dogma.

4. Il ciclo di vita della gestione del progetto

Definizione — Project Management Life Cycle Model

Il ciclo di vita della gestione di un progetto è modellato utilizzando una sequenza di processi che possono essere raggruppati in cinque gruppi: Initiating/Scoping (definizione dell'ambito), Planning (pianificazione), Launching/Execution (avvio ed esecuzione), Monitoring & Controlling (monitoraggio e controllo), Closing (chiusura).

I cinque gruppi contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi del progetto e devono comparire almeno una volta nella sequenza. Alcuni di essi possono essere ripetuti anche più volte: è proprio questa libertà di ripetizione che genera i diversi modelli PMLC. Il dettaglio dei cinque gruppi è il contenuto del capitolo 5.

5. La matrice goal / solution

La scelta dell'approccio si fa su una matrice a due variabili: il goal è chiaro o no? La soluzione è chiara o no? Ne escono quattro quadranti, ciascuno con il proprio nome.

SOLUTION Clear Not Clear GOAL Not Clear Clear MPx Emertxe Project Management trovare un impiego per una nuova tecnologia sviluppata xPM Extreme Project Management realizzare un nuovo prodotto innovativo TPM Traditional Project Management installare un prodotto software standard APM Agile Project Management realizzare un sistema di e-commerce incertezza crescente sulla soluzione Nota: «Emertxe» è «extreme» scritto al contrario e si dovrebbe pronunciare «E-murt-see».
Tavola 4.1 — I quattro approcci sulla matrice goal/solution, con gli esempi di progetto proposti a lezione per ciascun quadrante.

Selettore: in quale quadrante sei?

Rispondi alle due domande e leggi il quadrante corrispondente.

6. I cinque modelli PMLC

Dai quattro quadranti si passa a cinque modelli di ciclo di vita: Linear, Incremental, Iterative, Adaptive, Extreme. Fra loro ci sono somiglianze forti e differenze sistematiche.

Somiglianze
Tutti e cinque i gruppi di processi sono usati in ogni PMLC Model.
Ogni PMLC Model inizia con lo Scoping Process Group.
Ogni PMLC Model finisce con il Closing Process Group.

Le differenze seguono un ordine naturale rispetto al grado di incertezza della soluzione — Linear, Incremental, Iterative, Adaptive, Extreme — e all'aumentare di tale incertezza succedono quattro cose insieme.

Linear nessuna ripetizione Incremental rilasci successivi Iterative si impara facendo Adaptive soluzione parziale Extreme goal da scoprire incertezza crescente sulla soluzione da fornire gruppi di processi ripetuti pianificazione just-in-time peso del risk management coinvolgimento del cliente Tutti i modelli usano tutti e cinque i gruppi di processi, iniziano con lo Scoping e finiscono con il Closing.
Tavola 4.2 — Le quattro grandezze che crescono insieme all'incertezza sulla soluzione. Non si sceglie «quanto essere agili»: la scelta la impone il grado di conoscenza della soluzione.
Per l'esame — le quattro conseguenze

All'aumentare dell'incertezza sulla soluzione da fornire: 1) il numero di gruppi di processi che devono essere ripetuti aumenta; 2) la pianificazione completa tradizionale del progetto è sostituita da una pianificazione just-in-time; 3) la gestione del rischio (risk management) diventa progressivamente significativa; 4) il bisogno di coinvolgere il cliente direttamente nel progetto aumenta progressivamente.

7. Quando usare ciascun modello

  • La soluzione e i requisiti sono chiaramente definiti.
  • Non sono previste modifiche rilevanti dello scope.
  • Progetti di routine e ripetitivi.
  • Si possono usare template consolidati.
  • Equivale all'approccio lineare, ma fornisce business value presto e spesso e potrebbe dare un po' di flessibilità in più.
  • Bassa probabilità che lo scope subisca modifiche.
  • Nella formulazione originale: stesse condizioni del Linear, ma il cliente vuole rilasciare business value in modo incrementale; può esserci qualche possibilità di richieste di modifica dello scope.
  • Obiettivo noto e stabile, ma requisiti instabili o incompleti.
  • Si apprende mentre si implementa, approfondendo la conoscenza dei bisogni del committente.
  • Alcune feature della soluzione non sono ancora identificate.
  • L'obiettivo è noto, ma non la soluzione; soluzione e requisiti sono noti solo parzialmente.
  • La soluzione è fortemente influenzata dai cambiamenti attesi; ci sarà un certo numero di richieste di modifica da parte del cliente.
  • Progetti di sviluppo di nuovi prodotti o di miglioramento dei processi.
  • La schedula di sviluppo è stretta e non ci si può permettere rilavorazioni o ripianificazioni.
  • L'obiettivo e la soluzione non sono conosciuti.
  • Attraverso le iterazioni si converge alla definizione dell'obiettivo e della soluzione.
  • Tipico approccio per i progetti di ricerca e sviluppo.
Nota del redattore

Nel capitolo 6 vedremo che il criterio operativo per scegliere il modello è uno solo: il grado di completezza della RBS (o del backlog). La matrice goal/solution è la teoria; la RBS incompleta è il termometro che si legge davvero.

8. Il caso Pizza Delivered Quickly

Il caso PDQ, proposto da Wysocki in Effective Project Management: Traditional, Agile, Extreme, accompagna il corso e le esercitazioni. Vale la pena leggerlo bene, perché è costruito apposta perché un solo progetto contenga sottosistemi di natura profondamente diversa.

La situazione

Pizza Delivered Quickly (PDQ) è una catena locale di 40 punti vendita di pizza, con consumo sul posto e consegna a domicilio. Recentemente PDQ ha perso il 30% del fatturato, in gran parte per un calo della consegna a domicilio, attribuito interamente al principale concorrente, che ha promosso un programma che garantisce la consegna in 45 minuti dall'inserimento dell'ordine; PDQ pubblicizza invece la consegna in un'ora. PDQ usa i computer per le operazioni di negozio e le usuali funzioni aziendali, ma per il resto non dipende in modo significativo da sistemi software per ricevere, elaborare e consegnare gli ordini.

Pepe Ronee, Supervisor of Computer Operations, è stato incaricato di sviluppare un'applicazione software per individuare le posizioni delle «pizza factory» e di creare il sistema software necessario a farle funzionare. Nel commissionare il progetto, la presidente Dee Livery ha detto di non risparmiare nulla, aggiungendo che il futuro di PDQ dipende da questo progetto. Vuole che il team studi l'opzione di consegnare la pizza cruda e «pronta per il forno» in 30 minuti o meno, oppure già cotta in 45 minuti o meno.

Le pizza factory non avranno spazi di vendita al dettaglio: la loro unica funzione sarà ricevere ordini, preparare e consegnare le pizze. La factory più vicina al cliente riceverà l'ordine da una struttura di ordinazione centralizzata e lo evaderà entro 30 o 45 minuti dall'inserimento, a seconda della scelta del cliente.

I sei sottosistemi

SottosistemaChe cosa dice il caso
Pizza Factory Locator Deve trovare le posizioni delle pizza factory. Non si sa quante ne servano né dove vadano collocate: dovrà determinarlo il software. Applicazione molto complessa: il goal può essere definito chiaramente, ma la soluzione non sarà affatto ovvia. Richiede uno strumento di modellazione molto sofisticato; requisiti, funzionalità e feature non sono per nulla ovvi. Una parte della soluzione si può immaginare, ma nel complesso è sfuggente in questa fase iniziale: come modellarla non è noto all'inizio, dovrà essere scoperto mentre il progetto avanza.
Order Entry Supporta le operazioni di negozi e factory. Gli ordini telefonici arrivano a una sola sede, vengono presi lì e poi instradati elettronicamente al negozio o alla factory appropriata. Si concentra su funzioni aziendali di routine e dovrebbe essere facilmente definibile; software commerciale COTS (commercial off the shelf) può costituire buona parte della soluzione finale, da potenziare sul front end per indirizzare l'ordine alla factory più vicina e sul back end per fornire le indicazioni stradali e altri compiti di evasione. I requisiti, le funzionalità e le feature di questo sottosistema potrebbero però risultare problematici.
Order Submit Indirizza l'ordine a un negozio, a una factory o a un pizza van. La logistica di questa assegnazione non è per nulla chiara e la progettazione del sottosistema sarà complessa.
Logistics Il più complesso dei sei. Richiede una visione olistica dell'intero sistema PDQ. La complessità nasce dal fatto che i pizza van sono una struttura mobile di produzione e consegna: assegnare un ordine a un van richiede di tenere conto di dove il van si troverà probabilmente al momento della consegna.
Routing Instradamento dei mezzi di consegna. Applicazione lineare, che probabilmente comporterà l'installazione di sistemi GPS su tutti i furgoni.
Inventory Management Controllo delle scorte in tutti i negozi e le factory, con riordino automatico dall'unico fornitore che PDQ usa dall'inizio dell'attività. Il fornitore ha comunicato che si possono ottenere sconti usando il riordino automatico. Anche questa dovrebbe essere un'applicazione COTS.
SOLUTION Clear Not Clear GOAL Not Clear Clear MPx xPM TPM APM Routing Inventory Order Entry requisiti «problematici»? Order Submit Logistics Pizza Factory Locator Indizi dal testo: «goal can be clearly defined, but the solution will not be at all obvious» (Locator); «routine business functions and should be easily defined» (Order Entry); «the logistics… are not at all clear» (Submit). I sei sottosistemi possono richiedere ciascuno un approccio di project management diverso.
Tavola 4.3 — Una collocazione ragionata dei sei sottosistemi PDQ, ricavata dagli indizi testuali del caso. È un esercizio di lettura, non una soluzione ufficiale: il caso è pensato proprio per far discutere queste scelte.

Esercizio: quale approccio per quale sottosistema?

Per ciascun sottosistema di PDQ, scegli il quadrante. Il riscontro riporta l'indizio del testo su cui si fonda il ragionamento.

Idea chiave

Le sei applicazioni sono ovviamente progetti di sviluppo software molto diversi tra loro, che richiedono approcci molto diversi. È il motivo per cui il caso è usato per tutto il corso: costringe a smettere di cercare «il metodo» e a scegliere un metodo per ogni pezzo.

9. Il ruolo del project manager

Il project manager è la persona incaricata dall'organizzazione di guidare il team responsabile del raggiungimento degli obiettivi del progetto. Il suo ruolo è distinto da quello di functional manager o operations manager; a seconda della struttura organizzativa, i project manager dipendono da manager funzionali oppure da program o portfolio manager responsabili dei progetti a livello aziendale. Collabora inoltre con altri ruoli: business analyst, quality assurance manager, architetti, esperti di dominio.

I progetti sono essenziali per la crescita e la sopravvivenza delle aziende: creano valore sotto forma di processi aziendali migliorati, sono indispensabili per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e consentono di rispondere più facilmente ai cambiamenti imposti dal mercato e dall'ambiente esterno. Poiché il project management è una disciplina fondamentale per perseguire la strategia aziendale, il project manager diventa il collegamento tra il team e i vertici aziendali che governano la strategia.

Le tre caratteristiche secondo il PMBOK

CaratteristicaSignificato
KnowledgeIl project manager conosce il project management.
PerformanceIl project manager è capace di applicare la conoscenza del project management.
PersonalIl project manager deve sapere come comportarsi durante un progetto, oltre a conoscere e saper applicare le buone pratiche: in particolare deve saper gestire i rapporti interpersonali e possedere i soft skill importanti per guidare il team.

Gli skill interpersonali principali sono dieci: leadership, team building, motivazione, comunicazione, capacità di influenzare, capacità decisionale, consapevolezza politica e culturale, negoziazione, gestione dei conflitti, coaching.

Per l'esame

Notate la struttura: Knowledge (sa), Performance (sa fare), Personal (sa stare con gli altri). Le prime due si imparano dai libri; la terza, che è quella su cui i progetti falliscono davvero, è la lista dei dieci skill interpersonali.

Verifica le tue conoscenze

Qual è la definizione di project management del PMI?

«Il project management corrisponde all'applicazione di conoscenze (knowledge), capacità (skills), strumenti (tools) e tecniche alle attività di progetto per soddisfare i requisiti.» Wysocki aggiunge la dimensione mancante nella sua seconda definizione: è un approccio organizzato basato sul buon senso, che deve prevedere un adeguato coinvolgimento del cliente per soddisfare i requisiti fornendo l'incremento di business value atteso.

Quali sono le sei domande a cui il project management deve rispondere?

1) Quale situazione aziendale affronta il progetto? 2) Cosa hai bisogno di fare? 3) Cosa farai? 4) Come lo farai? 5) Come saprai che lo hai fatto? 6) Quanto bene lo hai fatto? La quinta si risponde con il business value misurabile (IR/AC/IS), la sesta con l'analisi retrospettiva.

Che cosa sono Increased Revenue, Avoided Cost e Improved Service?

Sono le tre forme in cui può presentarsi il business value: aumento del fatturato e/o dei margini; riduzione dei costi; miglioramento del livello di servizio. Vanno espresse quantitativamente e devono essere misurabili: «aumentare il fatturato del 5%», «ridurre i costi del 4%», «ridurre i tempi di attesa di un giorno».

Qual è la definizione di requisito di Wysocki e perché riduce il numero dei requisiti a 6–8?

«Un requisito è uno stato finale desiderato, la cui integrazione con successo nella soluzione fornisce all'organizzazione un aumento specifico e misurabile di business value.» Il numero crolla perché la maggior parte di ciò che di solito viene chiamato requisito non porta con sé un incremento misurabile di business value: sono funzioni, sotto-funzioni o feature, che nella RBS staranno ai livelli inferiori. La definizione contempla inoltre che la definizione completa si ottenga iterando, limita la ricerca alle soluzioni che forniscono sufficiente business value e consente un miglior uso delle risorse limitate.

Quali sono i cinque gruppi di processi e che vincolo hanno?

Initiating/Scoping, Planning, Launching/Execution, Monitoring & Controlling, Closing. Devono comparire almeno una volta nella sequenza, e alcuni possono essere ripetuti più volte. Ogni PMLC model li usa tutti e cinque, inizia con lo Scoping e finisce con il Closing.

Descrivi i quattro quadranti della matrice goal/solution.

TPM (Traditional Project Management): goal chiaro, soluzione chiara — esempio: installare un prodotto software standard. APM (Agile Project Management): goal chiaro, soluzione non chiara — esempio: realizzare un sistema di e-commerce. xPM (Extreme Project Management): goal non chiaro, soluzione non chiara — esempio: realizzare un nuovo prodotto innovativo. MPx (Emertxe Project Management): goal non chiaro, soluzione chiara — esempio: trovare un impiego per una nuova tecnologia sviluppata. «Emertxe» è «extreme» al contrario e si dovrebbe pronunciare «E-murt-see».

Che cosa cambia all'aumentare dell'incertezza sulla soluzione?

Quattro cose insieme: aumenta il numero di gruppi di processi ripetuti; la pianificazione completa tradizionale è sostituita da una pianificazione just-in-time; il risk management diventa progressivamente più significativo; aumenta progressivamente il bisogno di coinvolgere il cliente direttamente nel progetto. L'ordine naturale dei modelli rispetto all'incertezza è: Linear, Incremental, Iterative, Adaptive, Extreme.

Quando si usa il modello Iterative e quando l'Adaptive?

Iterative: obiettivo noto e stabile, ma requisiti instabili o incompleti; si apprende mentre si implementa, approfondendo la conoscenza dei bisogni del committente; alcune feature non sono ancora identificate. Adaptive: l'obiettivo è noto ma non la soluzione, che è nota solo parzialmente ed è fortemente influenzata dai cambiamenti attesi; ci si aspetta un certo numero di richieste di modifica dal cliente; tipico dello sviluppo di nuovi prodotti o del miglioramento dei processi, con schedula stretta che non consente rilavorazioni.

Qual è la situazione di partenza del caso PDQ?

PDQ è una catena locale di 40 punti vendita di pizza (sul posto e a domicilio) che ha perso il 30% del fatturato, soprattutto sulla consegna a domicilio, a causa di un concorrente che garantisce la consegna in 45 minuti contro l'ora pubblicizzata da PDQ. Pepe Ronee deve individuare le posizioni delle «pizza factory» e creare il sistema per farle funzionare; la presidente Dee Livery vuole che si valuti la consegna della pizza cruda «pronta per il forno» in 30 minuti o meno o già cotta in 45 minuti o meno. Le factory non hanno spazi di vendita: ricevono l'ordine da una struttura di ordinazione centralizzata, preparano e consegnano.

Perché il Pizza Factory Locator e il Logistics sono i sottosistemi più difficili?

Il Locator perché non si sa quante factory servano né dove collocarle — deve determinarlo il software: il goal può essere definito chiaramente, ma la soluzione non è affatto ovvia, richiede uno strumento di modellazione molto sofisticato, e come modellare non è noto all'inizio: dovrà essere scoperto mentre il progetto avanza. Il Logistics è dichiarato il più complesso dei sei: richiede una visione olistica dell'intero sistema, perché i pizza van sono una struttura mobile di produzione e consegna e l'assegnazione di un ordine deve tener conto di dove il van si troverà al momento della consegna.

Quali sottosistemi di PDQ possono appoggiarsi a software COTS?

L'Order Entry (software commerciale COTS può costituire buona parte della soluzione, da potenziare sul front end per instradare l'ordine alla factory più vicina e sul back end per le indicazioni stradali e gli altri compiti di evasione — anche se i suoi requisiti «potrebbero risultare problematici») e l'Inventory Management (controllo scorte con riordino automatico dall'unico fornitore, che offre sconti proprio per il riordino automatico).

Quali caratteristiche deve avere un project manager secondo il PMBOK?

Knowledge: conosce il project management. Performance: è capace di applicare quella conoscenza. Personal: sa come comportarsi durante un progetto, gestisce i rapporti interpersonali e possiede i soft skill per guidare il team. Gli skill interpersonali principali sono leadership, team building, motivazione, comunicazione, capacità di influenzare, capacità decisionale, consapevolezza politica e culturale, negoziazione, gestione dei conflitti, coaching.