Parte III — Launching Process Group · Capitolo 13

Le regole operative del team

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In questo capitolo

  1. Perché servono regole operative
  2. Problem solving: i cinque passi di Couger
  3. Decision making: le domande del progetto
  4. Gli stili di decision making
  5. Le sei fasi di Wysocki
  6. Conflict resolution
  7. Consensus building
  8. Brainstorming
  9. Team meetings: organizzazione
  10. Guidelines: prima, durante e dopo
  11. Verifica le tue conoscenze

1. Perché servono regole operative

Stabilire le regole operative per il team di progetto è fondamentale per concordare i processi che devono essere eseguiti. Gli aspetti che devono essere regolamentati sono:

Nota del redattore

Le regole operative si stabiliscono al kick-off (punto 8 dell'agenda del capitolo 12): non sono «suggerimenti», ma processi concordati in anticipo — così quando un problema o un conflitto emerge, il team sa già come gestirlo senza improvvisare.

2. Problem solving: i cinque passi di Couger

Il processo di problem solving può essere strutturato in diversi modi. Un esempio sono «i cinque passi» suggeriti da Daniel Couger:

  1. Definire il problema e il «proprietario» (owner);
  2. Raccogliere i dati rilevanti e analizzare le cause;
  3. Generare delle idee;
  4. Valutare e assegnare una priorità alle idee;
  5. Sviluppare un piano d'azione.

A cui segue l'implementazione della soluzione e la verifica del risultato ottenuto. Se la soluzione non è soddisfacente, il processo può essere ripetuto.

I cinque passi di Couger, passo per passo

Per ogni fase leggi la descrizione e clicca «Avanti»: il processo si conclude con implementazione e verifica.

3. Decision making: le domande del progetto

Il processo di decision making è pervasivo: ogni aspetto del progetto richiede decisioni. Il corso lo mostra elencando le domande a cui le decisioni rispondono:

DomandaDimensione del progetto
Cosa deve essere fatto e dove?Scope
Perché dovrebbe essere fatto?Justification
Quanto bene deve essere fatto?Quality
Quando è richiesto? In quale sequenza?Schedule
Quanto costerà?Budget/Cost
Quali sono le incognite?Risk
Chi dovrebbe fare il lavoro?Human Resource
Come dovrebbero essere organizzate le persone all'interno del team?Communication/Interpersonal Skills
Come sapremo?Information Dissemination/Communication
Pervasivo per definizione

Le nove domande coprono le aree di conoscenza del project management: decidere bene significa avere una risposta esplicita per ciascuna di esse — non solo per quelle «tecniche».

4. Gli stili di decision making

Il processo di decision making può seguire principalmente tre approcci alternativi:

StileChi decideCaratteristiche
DirectiveLa persona che detiene la responsabilità/autoritàPrende tutte le decisioni per tutti i membri del team. Per esempio il project manager per le decisioni di progetto, o il «task manager» per i singoli task.
Participative / CollaborativeTutto il teamOgni membro partecipa al processo decisionale: la sinergia individua la migliore decisione e aumenta il coinvolgimento.
ConsultativeLa persona con responsabilità/autorità, dopo la raccolta di informazioniÈ la soluzione di compromesso: decide chi ha l'autorità, ma dopo aver raccolto informazioni e idee dai membri del team.

Riconosci lo stile di decision making

Tre situazioni. Per ciascuna scegli lo stile descritto dal corso.

5. Le sei fasi di Wysocki

Il corso riporta anche il processo decisionale in sei fasi proposto da Wysocki, collegando ogni fase allo stile di apprendimento di Kolb più adatto (capitolo 12):

The Six Phases of the Decision-Making Process (Wysocki) I · Situation Discovery indaga, chiarisce e definisce la situazione Assimilator II · Situation Analysis brainstorming e ricerca di nuove alternative Diverger III · Ideas to action criteri di valutazione, ranking delle alternative Converger IV · Decision piano d'azione del team: task, risorse, tempi Converger V · Decision Implementation opportunità di apprendimento: cosa ha funzionato e cosa no Accommodator VI · Evaluation qualità dei risultati, revisione Assimilator Ogni fase ha lo stile di apprendimento che la serve meglio: scoprire (Assimilator), divergere (Diverger), convergere sulla scelta (Converger), agire e imparare (Accommodator). «Above all, the team needs to avoid a rush to judgment» — non correre verso il giudizio.
Tavola 13.1 — Le sei fasi di Wysocki e gli stili di Kolb associati. Il collegamento con il capitolo 12 è esplicito nel corso.

Abbina la fase al suo scopo

Sei fasi di Wysocki. Per ciascuna scegli la descrizione corretta.

6. Conflict resolution

Il corso presenta la gestione dei conflitti attraverso una matrice basata su due assi: assertività (quanto si persegue il proprio interesse) e cooperatività (quanto si persegue l'interesse altrui).

Conflict Resolution Grid Assertive ↔ Nonassertive Uncooperative ↔ Cooperative Competing (Domination) assertivo · non cooperativo Collaborating (Integration) assertivo · cooperativo Compromising (Sharing) a metà strada tra assertività e cooperazione Avoiding (Neglect) non assertivo · non cooperativo Accommodating (Appeasement) non assertivo · cooperativo
Tavola 13.2 — La griglia della gestione dei conflitti: cinque strategie collocate tra assertività e cooperatività. Il corso riporta anche i nomi alternativi: domination, integration, sharing, neglect, appeasement.

7. Consensus building

Il consensus building è uno degli strumenti delle regole operative, ma il corso lo presenta con un ammonimento esplicito:

Warning by Wysocki

«Be careful!!! A consensus decision that equally satisfies all parties may be a bad decision after all.» — Attenzione: una decisione di consenso che soddisfa ugualmente tutte le parti può essere, dopotutto, una cattiva decisione.

Il consenso non va confuso con l'unanimità ottenuta a tutti i costi: una decisione che piace a tutti può essere tecnicamente sbagliata. Il bilanciamento del team (capitolo 12) serve anche a questo — avere nel team chi è disposto a non essere d'accordo.

8. Brainstorming

Si ricorre al «brainstorming» per individuare delle soluzioni che difficilmente un singolo può identificare. Lavorando in gruppo si possono identificare più soluzioni e scegliere la migliore. Gli aspetti fondamentali del brainstorming:

Nota del redattore

Due passaggi sono separati con cura: prima si generano le idee (senza giudicarle), poi si discutono tutte — e solo dopo si testa. Mescolare generazione e giudizio uccide il brainstorming: è lo stesso principio della Fase II di Wysocki («avoid a rush to judgment»).

9. Team meetings: organizzazione

Le riunioni tra i membri del team sono uno strumento indispensabile nella fase di esecuzione. Per la loro organizzazione bisogna rispondere alle seguenti domande:

Organizzare una riunione: le domande Scopo perché ci riuniamo? Frequenza e durata quanto spesso? per quanto? Partecipanti chi deve esserci? Agenda serve? chi la prepara? Verbale va redatto? chi lo scrive? chi lo consulta? Il verbale chiude il cerchio: senza verbale, le decisioni prese in riunione non hanno memoria condivisa.
Tavola 13.3 — Le cinque domande che precedono ogni riunione del team. Nel capitolo 14 vedremo come cambiano le risposte per le tre tipologie di riunioni.

10. Guidelines: prima, durante e dopo

Il corso fornisce delle linee guida per la gestione delle riunioni, divise in tre momenti:

  • Ci si deve chiedere se la riunione è necessaria;
  • Determinare lo scopo della riunione;
  • Stabilire le regole di base per la discussione;
  • Determinare chi davvero deve partecipare e invitare solo questi membri (inutile far perdere tempo a chi non è necessario);
  • Preparare delle note e la presentazione;
  • Stabilire la data e la durata della riunione, che dovranno essere rispettate con la massima puntualità.
  • Ribadire la durata della riunione e rispettarla (la durata deve essere specificata quando avviene la convocazione);
  • Identificare obiettivi specifici;
  • Raccogliere gli input dai partecipanti;
  • Non fossilizzarsi su alcune posizioni;
  • Aiutarsi con ausili visivi;
  • Periodicamente riassumere i risultati raggiunti dalla discussione in termini di consenso acquisito o disaccordo ancora non risolto;
  • Assegnare a ciascun membro del team delle possibili azioni.
  • Fissare quando e dove si farà la prossima riunione e stabilire la possibile agenda;
  • Quando viene fissata data e luogo, stabilire anche chi deve partecipare, specificando il ruolo (sia nella riunione che nel progetto);
  • Riportare gli argomenti in agenda effettivamente discussi;
  • Riportare le decisioni prese o quelle ancora in sospeso perché richiedono ulteriori approfondimenti;
  • Definire le azioni da intraprendere e i responsabili che dovranno garantire l'esecuzione e riportare l'esito al team nella prossima riunione.
Il filo conduttore

Le tre fasi condividono un principio: la riunione non è un evento a sé. Prima si decide se serve e chi deve esserci; durante si riassume il consenso e si assegnano azioni; dopo si scrive cosa è stato deciso e chi farà che cosa — e si pianifica la prossima.

Verifica le tue conoscenze

Quali aspetti regolamentano le regole operative del team?

Problem solving, decision making, conflict resolution, consensus building, brainstorming e team meetings.

Quali sono i cinque passi di Couger per il problem solving?

1) Definire il problema e il suo owner; 2) raccogliere i dati rilevanti e analizzare le cause; 3) generare delle idee; 4) valutare e assegnare una priorità alle idee; 5) sviluppare un piano d'azione. Seguono implementazione della soluzione e verifica del risultato; se non soddisfacente, il processo si ripete.

Quali domande copre il decision making pervasivo?

Cosa e dove (Scope); perché (Justification); quanto bene (Quality); quando e in quale sequenza (Schedule); quanto costerà (Budget/Cost); quali incognite (Risk); chi fa il lavoro (Human Resource); come organizzare le persone (Communication/Interpersonal Skills); come sapremo (Information Dissemination/Communication).

Quali sono i tre stili di decision making?

Directive: decide chi ha la responsabilità/autorità (es. il PM o il task manager). Participative/Collaborative: ogni membro partecipa, la sinergia trova la migliore decisione e aumenta il coinvolgimento. Consultative: decide chi ha l'autorità, ma dopo aver raccolto informazioni e idee dal team — la soluzione di compromesso.

Quali sono le sei fasi del processo decisionale di Wysocki e i relativi stili di Kolb?

I · Situation Discovery (Assimilator); II · Situation Analysis (Diverger); III · Ideas to action (Converger); IV · Decision (Converger); V · Decision Implementation (Accommodator); VI · Evaluation (Assimilator). Il monito: evitare il «rush to judgment».

Come si rappresenta la gestione dei conflitti?

Con una matrice su due assi: assertività e cooperatività. Le cinque strategie: Competing (Domination), Collaborating (Integration), Compromising (Sharing), Avoiding (Neglect), Accommodating (Appeasement).

Qual è l'ammonimento di Wysocki sul consensus building?

«Be careful!!! A consensus decision that equally satisfies all parties may be a bad decision after all» — una decisione di consenso che soddisfa ugualmente tutte le parti può essere una cattiva decisione.

Quali sono gli aspetti fondamentali del brainstorming?

Riunire chi ha conoscenza dell'ambito; mettere sul tavolo tutte le idee; continuare finché le idee non si esauriscono; discutere tutte le idee emerse; la soluzione emerge dalla discussione; testare tutte le idee con estrema apertura mentale.

Quali domande bisogna porsi per organizzare le riunioni del team?

Qual è lo scopo? Quanto spesso e per quanto tempo? Chi dovrebbe partecipare? C'è bisogno di un'agenda? Deve essere redatto un verbale — e da chi, e chi lo deve consultare?

Quali sono le linee guida prima, durante e dopo una riunione?

Prima: chiedersi se serve, determinare scopo e regole di base, invitare solo chi deve partecipare, preparare note, fissare data e durata. Durante: rispettare la durata, obiettivi specifici, input dai partecipanti, non fossilizzarsi, ausili visivi, riassumere consensi e disaccordi, assegnare azioni. Dopo: fissare la prossima riunione con partecipanti e ruoli, riportare argomenti discussi e decisioni (prese o in sospeso), definire azioni e responsabili.